Brivio: il comune ricorre al Tar contro
il piano stralcio del `Parco Adda Nord`
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Il comune di Brivio ha presentato ricorso presso il Tar della Lombardia per l’annullamento del piano di settore-stralcio del comparto C del Parco Adda Nord che prevedeva l’aumento di volumetria del 30% del settore industriale, sito nei pressi della palude. Tale ricorso è stato notificato all’ente Parco, al comune di Cisano Bergamasco e alle aziende interessate da questo intervento. La vicenda, molto tecnica e cavillosa, può comunque essere riassunta in maniera abbastanza semplice ed esaustiva per il lettore e l’appiglio per vincere questo ricorso potrebbe essere rappresentato da un errore di stampa della Regione Lombardia sul suo bollettino ufficiale. Ma andiamo con ordine. Le norme tecniche attuative del Parco prevedono la possibilità di fare dei piani di settore (agricolo, industriale,…) per stabilire adeguamenti o incrementi di volumetria. Alcune aziende di Cisano avevano presentato un piano di settore, in adiacenza alla palude di Brivio, che prevedeva un incremento di volumetria del 30%. La prima domanda, però, era stata bocciata dall’assemblea del Parco ed era stato così presentato un piano stralcio, che in pratica era solo una parte del piano di settore e che interessava tre aziende, che appoggiandosi al depuratore già esistente delle tre fontane, permetteva loro di effettuare i lavori di ampliamento. Il piano era stato approvato a maggioranza e questo aveva destato, chiaramente, la preoccupazione e la contrarietà dell’amministrazione di Brivio. Il depuratore delle tre fontane, infatti, già al limite della portata, sovraccaricato del 30% avrebbe rischiato il collasso, con conseguenze negative sulla palude di Brivio che, lo ricordiamo, è catalogata come Sito di intesse comunitario (tanto da avere inibito ai briviesi attività tradizionali quali la pesca e la caccia). L’amministrazione comunale si è così mossa presentando delle osservazioni e sostenendo che le norme tecniche di attuazione del parco non ammettevano l’approvazione del piano stralcio senza l’approvazione prima del piano di settore più generale. Una procedura che sarebbe stata “bypassata” e che, invece, sarebbe sostenuta dal fatto che il comma dove era prevista la possibilità poi adottata era stato stralciato. In pratica la norma dove si prevedeva la possibilità di approvazione del piano stralcio senza quello più generale era stata eliminata. “Tutto decade a nostro parere” ha commentato il sindaco Stefano Motta “Sul bollettino è stata pubblicata la dicitura “eliminato” dopo le ultime parole del comma 8 dell’articolo 8 e quindi sosteniamo che ci sia da approvare prima il piano di settore complessivo di quello stralcio che riguarda solo tre aziende”. Ora va aggiunto che se la nuova proposta in fase di esame, che parla solamente di un 10% di aumento di volumetria, andrà in adozione, le aziende si vedranno pregiudicare il 20% sul 30 che avevano preventivato. Il ricorso al Tar a nome del comune di Brivio è stato affidato agli avvocati Alberto Fossati e Carlo Andena di Milano.
Saba Viscardi
mercoledì, ottobre 17, 2007
Brivio: il comune ricorre al Tar contro
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