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lunedì, maggio 14, 2007

Urge educare la gente alla cultura dell`ambiente

Urge educare la gente alla cultura dell`ambiente






Più di uno, dopo avere letto qualche mia provocazione sull`ambiente o sul mondo politico, mi ha consigliato di non rodermi il fegato, tanto. «a che serve - mi dicono - combattere coi giganti?». Solitamente rispondo che il mio vero problema non è il potere marcio, ma l`opinione della gente manovrata dal potere marcio. Ed è qui la mia sfida: togliere alla gente comune la falsa idea che l`ambiente sia un prodotto da consumare ad uso e consumo di chi possiede un pezzo di terra. Quando ho scritto che il diritto di proprietà ha dei limiti, intendevo dire due cose: anzitutto, che coi soldi non si ha il diritto di comperare tutta la terra; in secondo luogo, che anche sulla proprietà ci sono dei limiti, per cui non posso fare quello che voglio sul mio terreno. In poche parole, il diritto di proprietà ha dei limiti sia sull`acquisto che sull`uso del mio pezzo di terra.
Non pretendo di convincere i Costruttori edili sulla destinazione universale della terra e sul rispetto dell`ambiente. So benissimo che li avrò sempre contro. Ma la mia lotta sta nel convincere la gente che l`ambiente è la nostra " prima" casa, e che va rispettato proprio perché è la nostra "prima" casa. E se non si rispetta il contesto ambientale in cui viviamo, i primi a pagarne le conseguenze siamo proprio noi, cittadini, ma soprattutto i ragazzi di oggi. I Costruttori edili non potrebbero fare il bello o il brutto tempo come fanno oggi, se la gente capisse il valore o l`importanza primaria dell`ambiente.
Perché si costruiscono case deturpando l`ambiente? Perché ci sono cittadini sempre disposti a comperare quelle case! Se nessuno le acquistasse, non penso proprio che le Imprese edili continuerebbero a costruire in modo selvaggio come fanno ora! Ma forse sta qui la mia ingenuità o la mia utopia: credere che la gente possa acquisire una tale cultura dell`ambiente da metterlo al di sopra di tutto e di tutti. Ancora oggi, quando si va a votare per le amministrative, c`è gente che usa il criterio dello scambio di voto: "Ti do il mio voto se poi mi favorirai".
E si scelgono quei candidati che, già abituati a fare i loro sporchi interessi, proprio per questo non avranno scrupoli nell`elargire favori a destra e a sinistra, naturalmente dietro compenso. Non si dà nulla per nulla! Tuttavia credo che oggi ci sia tra la gente una maggiore coscienza dell`ambiente e che, anche se a passi molto lenti, ci si incammini verso quella cultura che, spero fra pochi anni, condizionerà ogni scelta politica e amministrativa.
Ed è proprio sulla gente che occorre agire perché, una volta educata al rispetto del Creato, non solo condizionerà ogni scelta politica e amministrativa, ma creerà una "nuova" classe dirigente, senz`altro migliore di quella attuale, vergognosamente di mercato col marchio cattolico. È vero che talora ci si scoraggia nel toccare con mano quanto siamo ancora lontani dal sognare a tutti i costi un paese su misura d`Uomo.
E l`Uomo è tale nel contesto del Creato, bello come Dio l`ha fatto. Anch`io mi lascio prendere da momenti di delusione, quando - dopo lotte e interventi in favore del Creato - mi accorgo (troppo tardi ormai!) che, intorno a me, c`è tutto un programma edilizio, selvaggio e disumano. Sì, m`accorgo troppo tardi, perché ormai i permessi sono già arrivati e quel pezzo di terra da paradiso è già destinato al macello! Non sono affatto contro lo sviluppo edilizio di un paese: dico solo che c`è sviluppo e sviluppo. In pochi anni un paese lo vedi trasformarsi sempre di male in peggio. Perego, ad esempio, non lo riconosco più. Ci sono zone che, dal punto di vista edilizio, dire orrende è dir poco. Ti viene un dubbio se non sia ormai diventata la periferia caotica di un grosso borgo.
Vedi un miscuglio di case e di capannoni, case costruite con il criterio dell`intarsio, l`una inserita nell`altra, senz`ordine, senza "intelligenza", senza rispetto del cittadino costretto a convivere con la bruttezza di un ambiente deturpato e di un`abitazione che gli toglie il respiro. Là dove poteva starci un capannone, vedì una villetta strozzata, e là dove poteva starci una villetta vedi un orrendo capannone. Non è questione di estetica, ma di vivibilità! Il cittadino ha diritto non solo ad avere una propria casa, ma anche a "viverci" in santa pace, senza doversi rubare l`aria che respira.
I nostri piccoli paesi stanno perdendo la loro identità, sia ambientale che civile, in nome di uno sviluppo spropositato e di una politica selvaggia e scriteriata, che non ha ancora capito che un paese va governato con saggezza, oculatezza, con grande rispetto della dignità del cittadino che non può assolutamente vivere in un contesto ambientale, ferito dalla stupidità di alcuni che per un pugno di dollari si faranno eternamente maledire dalle generazioni future. Lo giuro!
Come fermare questo scempio? Quali sono i mezzi "legali" più efficaci? La legge da che parte sta? E i cosiddetti partiti a cui sta a cuore la località che cosa fanno? Torno sulla mia scommessa o sfida: bisogna urgentemente educare la gente alla cultura ambientale. È la gente che potrà cambiare i nostri amministratori; che potrà condizionare le scelte edilizie; che potrà mettere in ginocchio le Imprese edili! Il cammino è lungo: bisogna crederci! E se siamo più di uno a scommettere sulla gente, prima o poi si arriverà a risultati insperati. Ma.nel frattempo? Ecco la mia domanda: e se la gente si sveglierà quando i paesi saranno distrutti? Cosa fare ora e qui?
Certo, è triste dover ancora constatare come nel programma elettorale ci sia al primo punto la riduzione dell`I.C.I. È triste! È proprio vero: ai nostri politici brianzoli non interessa l`ambiente come casa comune, e tanto meno i diritti dei più giovani. È triste! Ma, proprio per questo, non bisogna demordere, ma mordere. Bisogna lottare perché, se non servono i ragionamenti o la logica dell`essere, ci si dia da fare per eliminare dalle cariche pubbliche chi calpesta i diritti fondamentali della Terra e i nostri diritti a viverci da Uomini (con la U maiuscola)!


DON GIORGIO DE CAPITANI
Monte di Rovagnate (Lecco)

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