Don Giorgio: la terra è di tutti
L`ambiente e il Parco
Che numerosi Comuni della bella Brianza stiano facendo scempio delle nostre colline lo vedono anche i bambini. Solo i ciechi passano, e "non vedono". Parlo di chi non si accorge mai di nulla di ciò che capita attorno a lui, distratto com`è da mille faccende, o perché vede solo la solita strada che porta al lavoro, e poi di nuovo a casa. E succede che neppure coloro che sfruttano i sentieri del Parco per fare una bella scampagnata s`accorgono dei disastri che l`homo oeconomicus ogni giorno compie ai danni del Creato. Costui sì che "vede" le colline, ma con l`occhio dell`affarista che si chiede: "quanto può rendermi questo pezzo di terra? Me lo compero, e poi lo rivendo". Se potesse parlare, anche una sola zolla urlerebbe improperi e si appellerebbe al tribunale del Creatore. Ma la zolla è muta, però si vendica. Ma vorrei comprendere anche le difficoltà dei Comuni, che talora si vedono costretti ad accontentare le voglie dei cittadini, a cui dell`ambiente interessa solo il proprio pezzo di terra, da godere e sfruttare come a loro pare e piace, dimenticando che ogni zolla è come la tesserina di un mosaico. Forse di più, se è vero che un mosaico pur bello e suggestivo è morto in sé, mentre un pezzo di terra non solo è vivo ma è vitale per tutti: per chi ce l`ha perché lo ritiene "suo", e per chi ne è privo, perché non lo può ancora possedere.
Non è ancora entrata l`idea che la terra è di tutti. È un concetto "falso" che la terra è solo di chi ce l`ha per acquisizione. C`è una destinazione universale che non è solo teorica (tutti dovrebbero avere diritto a un pezzetto di terra!), ma reale, nel senso che la terra nel suo insieme non è di nessuno in particolare, ma di ogni abitante dell`universo. Butto lì la cosa, ma bisognerebbe approfondirla: ne verrebbero riflessioni interessanti e sconvolgenti. Senz`altro, entrerebbe in crisi tutta la logica di quel mercato che oggi sembra dettare legge su tutto. Ripeto: la terra è di tutti, per cui anche il "tuo" pezzetto di terra non è "tuo" del tutto, per cui non puoi farne ciò che vuoi, per cui c`è un limite, quello imposto dalla destinazione universale della terra.
Tornando ai Comuni, conosco la loro difficoltà nel far capire al cittadino la destinazione universale dell`ambiente in cui è inserito il paese. Anche perché non sempre la legge in vigore difende tale destinazione universale, ma i capricci più che i veri diritti del cittadino. E nei capricci metto il cattivo gusto, l`utilitarismo più bieco, l`abuso più che l`uso, il consumismo immediato, quel voler emergere su tutto anche esibendo una lunga lista di terreni ritenuti propri.
Come i Comuni possono difendersi da questi soprusi sulla Terra? Hanno bisogno dell`appoggio di enti, di istituzioni, di associazioni che fanno del rispetto dell`ambiente la loro lotta. Penso ai Parchi nazionali, regionali e sovraccomunali. Qui vorrei dire due parole molto chiare. Anzitutto, distinguerei tra l`Ente in sé e il suo reale funzionamento. Sulla bontà del Parco in sé tutti dovremmo essere d`accordo. I dubbi nascono quando vediamo come in realtà funziona il Parco, tramite uomini che magari parlano bene, ma razzolano male. L`ho detto ad alcuni Sindaci: ad esempio, non è vero che il Parco del Curone è odiato dalla gente del posto: è lui, il Parco, a farsi odiare. Ci sono troppe cose che non vanno: da una parte si esige il rispetto di una pianta e poi si permettono aperture di strade che rovinano piante e ambiente; si chiede il rispetto del fagiano, e poi si permette ai cacciatori di "provare" i cani in territori aderenti al Parco (questo non è grottesco?).
Potrei fare mille altri esempi. Con tutto ciò, tengo fede alla validità del Parco in sé, perché potrebbe dare una grossa mano nel tutelare l`ambiente. E fanno bene i Comuni a entrare sotto la protezione del Parco. Più protezioni hanno, più i Comuni si sentono liberi di difendere il territorio dalle speculazioni d`ogni tipo. Ho letto ultimamente sul "Giornale di Merate" (del 1 maggio, pag. 16) una dichiarazione della Lega Nord a proposito dell`istituzione del Parco sovraccomunale di S. Genesio. C`è una citazione virgolettata: la riporto nella speranza che le parole rispecchino il pensiero di Paolo Bianchi, segretario di circoscrizione della Lega: «Condividiamo certamente l`idea di difendere il nostro territorio dal cemento. Non condividiamo invece i modi con cui alcune amministrazioni comunali vogliono tutelare il verde. I parchi costano e impongono vincoli sovraccomunali che in alcuni casi intralciano addirittura la normale manutenzione di boschi e poderi. Per questo ci sembra giusto chiedere ai cittadini cosa ne pensano, in particolar modo quelli che abitano o hanno proprietà all`interno dei confini previsti. Oltretutto quello del San Genesio sarà un parco a ciambella. Il comune di Colle Brianza, che dovrebbe essere il fulcro di quest`area protetta, ha deciso di non aderire. Verranno quindi lasciate fuori le zone più belle del San Genesio compreso l`omonimo monastero». Sono sincero: ho fatto fatica a seguire la "logica" di simili ragionamenti o motivazioni sull`opportunità o meno di aderire al Parco del San Genesio. Anzitutto, bisogna andare al di là della semplice tutela del "verde" in sé: c`è una differenza ideologica tra i verdi e gli ambientalisti: l`ambiente comprende il verde e ben altro! E poi perché fare una questione di soldi? Che discorso è mai questo? L`ambiente merita qualsiasi attenzione e tutela, costasse anche qualche tassa. Quanti soldi a vuoto escono dalle casse comunali! Inoltre: smettiamola di indire referendum, soprattutto chiedendo il parere a cittadini "interessati"! Il paese non progredisce con le "false " democrazie. Progredisce con le idee nobili, che non appartengono certo alla massa il cui parere viene carpito ad arte dai nostri politicanti dal corto respiro. Infine, che cosa significa che, siccome il comune di Colle Brianza non vuole aderire al Parco, allora tutto deve rimanere come prima? Se il Comune di Colle è libero di fare le sue scelte (avrà le sue buoni ragioni!), anche i Comuni confinanti sono liberi di fare le loro, e di buone ragioni ne hanno, se è vero che occorre trovare forti appoggi contro le speculazioni edilizie di cittadini privati e di Imprese edili che non amano certo alcun tipo di limite alle loro rivendicazioni egoistiche o affaristiche.
Con tutto ciò non bisogna lasciar correre alcun tipo di contraddizioni che spesso deturpano anche i più nobili principi. E il Parco del Curone un serio esame di coscienza lo dovrebbe fare! Per non farsi più odiare, e per non dare a certi partiti che vedono solo il loro orticello l`occasione propizia per creare nella gente la falsa idea che il Parco sia sola una bestia nera.
DON GIORGIO DE CAPITANI
Monte di Rovagnate (Lecco)
lunedì, maggio 07, 2007
Don Giorgio: la terra è di tutti
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