Nel convegno di ieri mattina Parolari dell'Arpa ha spiegato le ragioni di una concentrazione così elevata di polveri sottili «Lo smog figlio del traffico che non scorre» Imminente l'incontro tra Pagnoncelli e Molgora per decidere l'ingresso di Merate nell'area omogenea
MERATE
È ancora incerta l'adesione della Meratese alle aree cosiddette omogenee, o critiche, per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria. Il recente blocco del traffico ha dato la misura di quello che potrebbe succedere in un futuro non molto lontano, se alcune zone dovessero rientrare in quelle in cui la circolazione dei veicoli è regolata dalle decisioni della Regione Lombardia. Le incertezze non sono state sciolte neppure ieri mattina a Merate, nel corso del convegno organizzato dalla Lega Nord per presentare la legge regionale 24 sulla riduzione delle emissioni in atmosfera. Una legge che prevede limiti molto pesanti alla circolazione di veicoli pre Euro 1 ma anche incentivi per tutte quelle azioni che puntano a ridurre l'inquinamento. È stato l'assessore regionale Mario Pagnoncelli ad evitare di toccare direttamente il tema dell'area omogenea, rimandando ogni decisione a un successivo incontro con l'assessore provinciale Marco Molgora. Pagnoncelli è volato alto, parlando dei «4500 siti inquinanti in Lombardia» e dei «3 miliardi di euro disponibili per lottare contro l'inquinamento atmosferico». La prossima settimana verrà fissato l'incontro fra Molgora e Pagnoncelli per la definizione di quanti comuni entreranno nell'area omogenea e a quali condizioni. «C'è da definire quali saranno in zona A1, con limitazioni più severe, ed in zona A2, con limiti più leggeri. Ma è assurdo ad esempio considerare Paderno nella prima e Robbiate nella seconda – spiega l'assessore provinciale all'ambiente – Inoltre dobbiamo chiarire quali sono gli incentivi ed i limiti per le due classificazioni». Al convegno, tra gli altri , è intervenuto anche Stefano Parolari di Arpa Lombardia nonché assessore ai lavori pubblici di Lecco, che tra i mille dati tecnici ha spiegato il problema principale di Merate: «Qui si incrociano la viabilità nazionale con quella provinciale. Il ristagno delle polveri sottili è dovuto principalmente alla lentezza del traffico. È dimostrato che tra i 40 ed i 90 km/h si inquina di meno mentre se il traffico scorre più lentamente le emissioni sono maggiori». Quindi togliere i semafori di Pagnano, Cernusco e San Giuseppe a Robbiate e rendere più scorrevole il traffico potrebbe far diminuire l'inquinamento. Tra le altre limitazioni, la nuova legge regionale prevede un divieto di circolazione a partire dall'1 luglio di quest'anno per i ciclomotori a due tempi pre Euro 1. «Uno solo di questi modelli inquina come cinquanta automobili per quanto riguarda le polveri sottili», ha spiegato Franco Picco, direttore generale dell'assessorato all'ambiente regionale. «Il problema principale della Pianura Padana è la mancanza di vento. A Roma c'è un vento medio di 4 km/s, qui da noi di 0.7 km/s. Le polveri ristagnano di più». La legge regionale prevede incentivi: dal rinnovo del parco veicoli alle caldaie, alle biomasse, al solare. «I dati dimostrano che la lotta all'inquinamento si può combattere e vincere. Contiamo in vent'anni di fare rientrare le polveri sottili dentro i limiti», ha concluso l'assessore Pagnoncelli.
Lorenzo Perego
domenica, marzo 04, 2007
Nel convegno di ieri mattina Parolari dell'Arpa ha spiegato le ragioni di una concentrazione così elevata di polveri sottili «Lo smog figlio del traff
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