Merate: ok dell’aula al conferimento
di 4 kmq. nel Parco Adda. No di Castelli
e Marinari. Astenuti Lega e `Centro`
Due lunghe ore di discussione con interventi appassionati e una votazione finale che per la maggioranza può ritenersi soddisfacente. A votare contro il conferimento di 379 ettari di territorio comunale al Parco Adda Nord, in aggiunta ai 19 ettari già posti sotto tutela superiore, soltanto il gruppo “Merate Futura” rappresentato in aula da Aldo Castelli, già vice sindaco dal 1990 al 1995 e coautore del vigente piano regolatore approvato nel 1994 e Mauro Marinari. La Lega Nord si è astenuta e così ha fatto l’unico rappresentante presente in sede di votazione di “Merate al Centro”, Angelo Mauri. Andrea Massironi aveva lasciato l’aula al momento del voto rientrando pochi secondi dopo la “conta”.
L`intervento in aula dell`assessore Marcello Toma
L’iter ufficiale, dunque ha compiuto un rilevante passo avanti. Ora il Parco approverà la variante ai confini con il nuovo piano territoriale di coordinamento, poi toccherà alla Regione esprimere il parere definitivo ma già con l’approvazione dell’ente parco scatteranno i vincoli di salvaguardia. A breve, quindi, 3,98 chilometri quadrati di territorio comunale saranno sottoposti alla tutela superiore rappresentata dal Parco Adda Nord. Ma, come dicevamo, il
cammino non è stato facile. Dopo l’esposizione di Marcello Toma, assessore all’ecologia reduce (vistosamente) da un lungo soggiorno in sud America ha preso la parola Aldo Castelli che ha accusato la maggioranza di debolezza politica in quanto sarebbe bastato ritirare la variante del Prg adottata dalla Giunta Perego nel 2004 e riscriverla inserendo tutti i vincoli a tutela desiderati. Nell’inserimento di alcune frazione dentro il Parco, secondo Castelli ci sarà un impoverimento di queste località, in particolare di Sartirana e Cassina e la riprova sarebbe che i negozi di vicinato stanno tutti chiudendo.
Gioco facile per Roberto Perego di “Insieme per Merate” confutare quest’ultima tesi. Cassina e Sartirana in particolare hanno conosciuto negli ultimi anni uno sviluppo impressionante. La collina retrostante la chiesa di Botta e tutta la fascia fino a Via Montegrappa è stata cementificata, non già a causa della “variante Perego” ma, proprio, per la variante generale redatta dall’architetto Gambirasio durante la consigliatura di Mario Gallina. I negozi piccoli chiudono anche in centro perché la gente va altrove, nei supermercati, a fare la spesa. Perego ha spiegato che creare un parco locale di interesse sovracomunale (Plis) tra Merate, Calco e Imbersago per tutelare le poche aree verdi rimaste con al centro la Riserva Lago di Sartirana avrebbe richiesto tempi lunghi e, soprattutto non sarebbe stato uno strumento utile ai fini di ottenere finanziamenti regionali. Mentre il Parco Adda grazie alla sua vastità può ottenere fondi più facilmente. Per questo i tre comuni hanno chiesto di entrare nel Parco, Calco aggiungendo 63 ettari ai 188 già tutelati e Imbersago 73 oltre ai 140 già nel Parco.
Roberto Perego durante l`intervento in aula e Aldo Castelli di Merate Futura
Andrea Robbiani ha subito premesso che la Lega è sempre stata per la difesa del territorio. Ma – ha aggiunto il capogruppo del Carroccio – di tutto il territorio non solo di una parte. Perché il rischio, ha sottolineato, è che si andrà a costruire nelle zone fuori dal Parco che quindi diventeranno di serie B. Robbiani ha anche contestato l’assenza di un programma di valorizzazione dell’ambiente da sottoporre a tutela. Sinora, ha detto in sintesi, abbiamo solo sentito parlare di possibilità o meno di costruire dentro il Parco ma nessuno ci ha spiegato che cosa si intende fare per la flora, la fauna, il lago. Manca una progettualità, ci si limita a cedere sovranità territoriale a favore dell’ente parco.
Andrea Consonni e Andrea Robbiani
Al capogruppo leghista ha risposto Andrea Consonni. Questa scelta, ha detto, non è certo segno di debolezza ma, semmai, il contrario, è segno di coraggio. Merate non dà il territorio da gestire al Parco ma col Parco lo vuole proteggere. Quanto alle frazioni coinvolte è evidente che sono al limite della saturazione edilizia. Dov’è ancora possibile costruire a Sartirana se non andando a invadere l’area umida a sud del lago e il terreno dentro la Riserva? In realtà tutto la Lombardia è ormai satura di case e di industrie. I dati sulla densità e l’inquinamento confermano che continuare così non è più possibile. Merate ha deciso di dare una svolta per fare in modo che anche in futuro si possa godere di qualche angolo ancora verde della città.
Il dibattito è continuato con gli interventi di Andrea Massironi, perennemente in contrasto diretto col sindaco Albani, di Mauro Marinari e di Paolo Mauri che in un breve intervento ha rivendicato alla Lega il diritto di poter parlare con coerenza di difesa dell’ambiente. Memore, senza dirlo, della battaglia del padre Bruno nel 1994 al tempo dell’approvazione del vigente Prg. Posta ai voti, ben oltre le 23, la delibera ha raccolto il parere favorevole della maggioranza. Andrea Massironi si è assentato dall’aula pochi istanti prima che il Sindaco chiamasse l’aula a votare rientrando pochi istanti dopo. Angelo Mauri, Andrea Robbiani e Paolo Mauri si sono astenuti. Aldo castelli e Mauro Marinari hanno votato contro.
venerdì, marzo 02, 2007
Merate: ok dell’aula al conferimento di 4 kmq. nel Parco Adda
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