Il 22 con Legambiente pulizia del naviglio di Paderno
Il circolo Legambiente meratese partecipa alla giornata ecologica dei navigli lombardi e organizza la pulizia del navilgio di Paderno, domenica 22 ottobre a partire dalle 8.30, in collaborazione con le GEV del Parco Adda Nord, il gruppo alpini di Paderno d`Adda e la cooperativa Coclea, con il patrocinio del Comune di Paderno d`Adda. Maggiori informazioni sul volantino in allegato.
Per la redazione: informazioni al 3333253774 oppure meratese@legambiente.org
domenica, ottobre 15, 2006
Il 22 con Legambiente pulizia del naviglio di Paderno
Conto alla rovescia per l’apertura
Conto alla rovescia per l’apertura
dell’Ecomuseo Leonardo
Sempre nell’ottica di una valorizzazione del fiume Adda e dei suoi tesori, nei prossimi giorni verrà apposta la firma al progetto “Ecomuseo Leonardo” sancendo la sua definitiva entrata in vigore. “L’Ecomuseo è un museo a cielo aperto del fiume Adda e dei suoi manufatti più originali, dalle centrali al traghetto e così via” ha detto il sindaco Giovanni Ghislandi. Da quest’anno i confini dell’Ecomuseo, che da anni tocca i paesi di Robbiate, Paderno, Cornate, Trezzo fino a Vario d’Adda, si sono allargati e il territorio di Imbersago è stato individuato come il limite più a Nord. Anche l’Ecomuseo è un’iniziativa promossa e sostenuta dal Parco Adda Nord ed è stato riconosciuto e ampiamente approvato da tutti i paesi che ne fanno parte. “È un ulteriore passo per valorizzare le aree più belle e si lega ad altre iniziative proposte, come quella del recupero dei sentieri e il corso di avvio e gestione di un Bed & Breakfast” ha concluso il sindaco Ghislandi.
P.M.
Nuovi pontili sulle sponde dell’Adda: il fiume sarà di nuovo navigabile nel tratto Olginate-Paderno per i turisti domenicali
Nuovi pontili sulle sponde dell’Adda: il fiume sarà di nuovo navigabile nel tratto Olginate-Paderno per i turisti domenicali
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Un tratto del fiume Adda a Brivio
Tra poco meno di sei mesi, probabilmente nella primavera del 2007 (o al massimo per la fine dell’estate), l’Adda sarà di nuovo navigabile. Sembra, infatti, che il progetto di cui si parla da un paio di anni per riportare il fiume al suo antico splendore prenderà davvero forma. Si stanno costruendo i pontili sulle sponde (per avere un esempio concreto basta recarsi al traghetto di Imbersago, dove, accanto alla storica imbarcazione di Leonardo, sono apparsi due pontili) e si è studiato il percorso del battello. Da Olginate alla diga di Robbiate, per un totale di 5 fermate sul percorso: oltre ai due capolinea anche a Brivio e Imbersago e Villa D’Adda.
I due pontili sulle sponde del fiume Adda
Il progetto è curato dal Parco Adda Nord ed è finanziato con fondi regionali. Si colloca all’interno di un più vasto disegno di rivalutazione del territorio lecchese e delle risorse naturali del fiume Adda. “È un progetto importante dal punto di vista turistico” ha detto il sindaco di Imbersago Giovanni Ghislandi “I mezzi usati sono assolutamente rispettosi dell’ambiente e hanno un bassissimo impatto ambientale. Si parte, infatti, da un’idea di turismo sostenibile, che valorizzi il nostro fiume”.
Sarà, quindi, un servizio prevalentemente turistico, rivolti ai “gitanti della domenica”. Non sarebbe possibile, infatti, considerato lo stato attuale della viabilità fluviale, pensare a un sevizio passeggeri a tutti gli effetti.
Sulle tempistiche reali, tuttavia, c’è ancora qualche dubbio. Alcuni dicono che il tutto sarà pronto per la primavera, altri fanno slittare l’inaugurazione al termine dell’estate. Il sindaco di Brivio Stefano Motta, ad esempio, ha detto “quella dell’idea di far tornare l’Adda navigabile è storia vecchia. I lavori sono partiti a maggio, ma a luglio si sono interrotti e da allora sono fermi. Non credo che, realisticamente parlando, si riusciranno a terminare per la primavera. È più opportuno pensare di terminare i lavori per la fine dell’estate”.
Il progetto, in ogni caso, da subito (dalla fine del 2004) era stato ampiamente caldeggiato da tutti i comuni e le cariche coinvolte, per far tornare navigabile quel percorso fluviale che, già alle soglie dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, da Lecco arrivava fino a Milano.
La possibilità di navigazione sull’Adda, infatti, risale addirittura agli inizi del 900. Esistono fotografie d’epoca che documentano le gite degli abitanti milanesi su barche che, partendo da Lecco e attraversando l’Adda, arrivavano fino al Naviglio della Martesana. Tanto che Rino Tinelli, collezionista di oggetti di storia locale, ha raccolto in un libro di più di 300 pagine, corredato da quasi altrettante foto (“Dall’Adda alla Martesana – un percorso su acqua da Lecco a Milano”), i ricordi migliori di quell’epoca. E il fiume non veniva percorso soltanto dalle barche dei gitanti, ma, quotidianamente, le sue acque erano solcate da barconi che trasportavano materiale da costruzione.
Un progetto, quindi, quello che in ogni caso sarà attivo alla fine del 2007, che si inserisce nell’ottica di una valorizzazione del paesaggio lecchese e dell’Adda, offrendo agli utenti una via alternativa per raggiungere i paesi che si affacciano sul fiume.
Priscilla Mancini
giovedì, ottobre 05, 2006
Sentinelle anti alluvione per l’Adda
Sentinelle anti alluvione per l’Adda Uno studio del Consorzio Muzza
Occhi puntati sulle future piene dell’Adda. E’ la promessa del Consorzio Muzza, che entro due anni concluderà uno studio approfondito, voluto dalla Regione e in collaborazione con le società termoelettriche Endesa ed AEM, sul deflusso dell’Adda all’altezza dello snodo di Cassano.
L’obiettivo è di poter prevedere l’evoluzione della portata del fiume (incrociando i dati con quelli in arrivo dai bacini alpini, dal lago di Como e dal Brembo) e le eventuali o ndate di piena in caso di forti piogge, ma anche la disponibilità di acqua nei periodi di siccità.
"Lo studio delle portate allo snodo di Cassano, dove nssce il canale Muzza – spiega il direttore del Consorzio, Ettore Fanfani – ci permetterà di prevedere con 6-8 ore di anticipo e con buona precisione l’arrivo di eventuali o ndate di piena più a valle, come quella che nel 2003 colpì Lodi. Ha quindi un’importanza fondamentale per la sicurezza di chi abita nella parte bassa dell’Adda e anche per gli agricoltori che vivono a ridosso dei fiume".
Lo snodo di Cassano è uno dei più delicati e complessi dell’intero bacino del Po. Dal suo funzionamento dipende l’economia agricola ed extra agricola del territorio di competenza del Consorzio Muzza, che si estende su tre province (Lodi, Cremona e Milano) coinvolgendo 69 comuni (53 nel Lodigiano, 3 nel Cremonese e 13 nel Milanese).
A Cassano, a sud est di Milano, il fiume Adda viene intercettato e deviato sulla Muzza tramite una paratoia semi sommersa. Il canale Muzza può portare fino a 112 metri d’acqua al secondo (anche se la media è di 80 metri cubi al secondo) che servono all’irrigazione dei campi, al raffreddamento dei gruppi termoelettrici delle centrali Endesa (di Tavazzano) e Aem (di Cassano d’Adda), all’alimentazione di quattro centraline idroelettriche per la produzione di "energia pulita", e al rifornimento idrico di un impianto di itticoltura (sempre a Tavazzano, a poca distanza dalla centrale).
"La Muzza rappresenta quindi un’arteria vitale sia per l’agricoltura del territorio che per altri settori economici", dice il presidente del Consorzio, Ettore Grecchi. Prima di ributtarsi in Adda all’altezza di Castelnuovo (dove poi l’Adda si immette nel Po, ndr), le acque del canale Muzza scorrono per altri 40 chilometri dando origine a circa 400 corsi d’acqua secondari che interessano un territorio di 74 mila ettari bonificati.
"Una volta ultimato lo studio del deflusso delle acque a Cassano – conclude Grecchi - riusciremo a dare al territorio una protezione in più contro gli eventi naturali, non solo in caso di piene, ma anche quando l’acqua invece scarseggia".Per lo studio ci vorranno un paio d’anni. Nel frattempo, non resta che sperare che gli interventi progettati o avviati dagli altri enti coinvolti nei piani di Protezione Civile bastino a proteggere da un’eventuale nuova furia dell’Adda.
Data di pubblicazione: 05 Ottobre, 2006