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giovedì, giugno 29, 2006

SICCITA'

SICCITA'

Coldiretti: 'la situazione
è preoccupante'

Nonostante i temporali e le contromisure al caldo, i campi dell'Emilia Romagna sono in un momento critico. Ecco 'la mappa della sete'

Bologna, 28 giugno 2006 - Nonostante il verificarsi di alcuni temporali e l'annunciato rilascio delle acque da parte dei bacini idroelettrici di montagna della Lombardia, "la situazione della siccità appare preoccupante nelle campagne" di tutto il Nord Italia, Emilia-Romagna compresa, perchè i terreni secchi non assorbono l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento, portando con sè i nutrienti contenuti nella parte superficiale del terreno". E' l'allarme rinnovato oggi dalla Coldiretti nazionale, in occasione della sua assemblea.

La caduta della pioggia, infatti, per essere efficace in una fase determinante per la crescita delle coltivazioni e ristabilire le riserve idriche "deve avvenire- precisa la Coldiretti- in modo costante e durare nel tempo affinchè l'acqua possa infiltrarsi nel terreno". Secondo il monitoraggio della Coldiretti, il Po lungo tutto il suo corso ha raggiunto livelli di emergenza in particolare a Canonica D'Adda (-8,72 metri) a Cremona (-7,60) e nella provincia di Ferrara (-7,19) e nella zona del Delta dove e' sceso, superando i picchi gia' registrati nel corso del 2003. "Qui, da qualche giorno, sono in funzionale idrovore della Protezione civile per alimentare l'acquedotto visto il bassissimo livello raggiunto dal fiume- riferisce la Coldiretti- preoccupazione anche a causa della risalita del cuneo salino dal mare, provocata dal basso livello dei fiumi sul Delta del Po, ma anche alle foci dei fiumi Tagliamento e Piave".

La situazione per le coltivazioni è critica in Piemonte, ma difficoltà si registrano dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia e riguardano Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e interessa le aziende agricole di pianura e di montagna dove nei pascoli alpini manca erba per l'alimentazione degli animali. Nell'immediato, "a rischio sono anche le risaie in Piemonte e Lombardia dove non c'è l'acqua per il necessario riempimento- rileva Coldiretti- ma anche nella Pianura Padana le coltivazioni di granoturco, quelle di pomodoro in fase di maturazione, la soia e le orticole come le patate". Nell'occasione la Coldiretti ha fornito anche una vera e propria "mappa della sete", una sorta di riassunto di un periodo difficile per i campi italiani, con una fotografia approfondita della situazione dell'Emilia-Romagna.

In regione "il livello del Po- si legge nel rapporto- è al di sotto delle normali portate in quanto l'acqua per troppo tempo è restata nei grandi bacini idroelettrici del Nord. Il Grande Fiume e' a secco in un momento di bisogno per irrigare le colture, con livelli in alcuni punti al di sotto del 2003. La distribuzione di acqua nei campi è in emergenza e i consorzi di bonifica hanno attivato il razionamento".

In particolare, "nella bassa parmense a Ragazzolo ampi tratti del Po sono in secca ed è quasi possibile attraversarlo a piedi. A rischio le colture di mais e il pomodoro. A Boretto, nel reggiano, la Coldiretti segnala che le erogazioni sono al 60% della potenzialità dell'impianto. A Bondeno nel ferrarese il livello del Po è talmente basso che si rischia l'impossibilità di pescare l'acqua per rifornire il Canale Emiliano Romagnolo da cui dipende l'irrigazione di cinque province (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini)". E "dal Delta del Po si segnala la risalita del cuneo salino dal mare, giunto nel ferrarese fino a Berra, costringendo a disattivare le prese di derivazione a mare per non distribuire acqua salata nei campi". "Di fronte alla tropicalizzazione del clima, per mantenere l'agricoltura di qualità- conclude la Coldiretti- servono interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi piovosi creando bacini aziendali e interaziendali, utilizzando cave dismesse e casse di espansione dei fiumi, un intervento che può diventare, tra l'altro, un servizio anche per l'ambiente".

EMERGENZA PO

EMERGENZA PO
Il fiume
ai minimi storici
Situazione critica nelle regioni attraversate dal Po, idrovore in funzione nel Delta

Ferrara, 28 giugno 2006 - Con il Po ai minimi storici del 2003, è emergenza siccità nelle regioni attraversate dal Grande Fiume. Secondo un monitoraggio della Coldiretti, il corso d'acqua più grande d'Italia ha raggiunto livelli di emergenza in particolare a Canonica D'Adda (-8,72), a Cremona (-7,60), nella provincia di Ferrara (-7,19) e nella zona del Delta, dove da qualche giorno sono in funzione le idrovore della Protezione civile per alimentare l'acquedotto. Situazioni difficili con picchi di criticità si registrano in tutte le Regioni del Nord e in Sardegna. Le elevate temperature e la perdurante siccità mettono in pericolo le coltivazioni e gli allevamenti.Secondo la 'mappa della setè diffusa dalla Coldiretti, la Lombardia è una delle regioni più sofferenti. L'associazione ha infatti annunciato la richiesta dello stato di calamità naturale per le aree collinari e montane dove non è possibile irrigare. A motivare la richiesta, oltre alle condizioni climatiche di questi giorni, anche il ritardato scioglimento delle riserve di neve sulle Alpi.

Il risultato è che la quantità d'acqua disponibile per l'irrigazione è meno della metà del fabbisogno. In maggiore sofferenza sono i laghi Maggiore, d'Iseo e di Como e i fiumi emissari (Ticino, Adda e Oglio). Per fronteggiare la situazione, la Coldiretti ha attivato un servizio di sms diretto alle imprese agricole per un'informazione costante sulle portate dei laghi, oltre a una serie di dati sull'Adda e sul Ticino.

Il Po preoccupa anche in Piemonte, dove si registrano diminuzione dei livelli degli affluenti e dei grandi laghi, a partire dal Maggiore. Autentico allarme, secondo il monitoraggio della Coldiretti, in provincia di Torino a causa delle scarse nevicate invernali in quota e della bassa piovosità primaverile. Stato di calamità naturale, inoltre, in Liguria, dove non piove da aprile ed è allarme per l'ingiallimento di prati e pascoli (causato dal grande caldo) e per la vitivinicoltura (a rischio per il proliferare di muffe e marciumi che proliferano con il clima caldo e umido).

Grande sete in Emilia-Romagna, dove il Po è a secco in un momento di bisogno per irrigare le colture soprattutto perché l'acqua è restata per troppo tempo nei grandi bacini idroelettrici del Nord. La distribuzione di acqua nei campi è in emergenza e i consorzi di bonifica hanno attivato il razionamento. Gravi anche i danni rilevati in Sardegna e in Friuli Venezia Giulia, mentre non si parla di emergenza, ma solo di preallarme, in Veneto, dove l'Adige, seppur in calo, è ancora sotto controllo. Per mantenere un'agricoltura di qualità anche in presenza di una progressiva tropicalizzazione del clima, conclude la Coldiretti, servono interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi piovosi, utilizzando cave dismesse e casse di espansione dei fiumi.

giovedì, giugno 22, 2006

RISORSE IDRICHE

RISORSE IDRICHE

In Lombardia un accordo anti emergenza

Non c'è un reale allarme, assicurano dalla Regione, ma oggi è stato varato un piano con i gestori per evitare disagi ai cittadini in previsione della siccità


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Milano, 21 giugno 2006 - Nessun allarme siccità ma la Regione Lombardia non abbassa la guardia e assume le iniziative necessarie per prevenire i problemi. Al Tavolo delle Risorse Idriche che si è tenuto oggi al Palazzo Pirelli, sotto la presidenza di Viviana Beccalossi (vicepresidente della Giunta regionale e assessore all'Agricoltura) le società concessionarie delle acque montane della Lombardia (Aem, Enel, Edipower ed Edison) hanno sottoscritto un Programma di incremento dei rilasci d'acqua dai propri impianti da subito e fino al 31 luglio. 'Regione Lombardia - ha detto Viviana Beccalossi - ha puntato ancora una volta sulla programmazione, assumendosi responsabilmente i propri impegni. Solo grazie al lavoro che, da mesi, abbiamo compiuto insieme alle concessionarie dei bacini, siamo in grado oggi di evitare una situazione di reale emergenza idrica e di tutelare i cittadini e in particolare il sistema agricolo. Nell'accordo Aem si impegna a rilasciare, dagli impianti dell'alto corso del fiume Adda di San Giacomo e Cancano, 60 milioni di metri cubi equivalenti a 10 milioni di metri cubi a settimana invece degli attuali 4,5. Edison rilascerà dagli impianti situati sul versante orobico della Valtellina (Asta Venina e Frera) 48 milioni di metri cubi cioè 8 milioni a settimana contro i 5,5 attuali. Edipower, dagli impianti situati in Valchiavenna, rilascerà 21 milioni di metri cubi, cioè 3,6 milioni a settimana a fronte degliattuali 0,9. Enel, dal bacino dell'Adda, rilascerà 50 milioni di metri cubi equivalenti a 8,4 a settimana, a fronte degli attuali 6,8; dal bacino dell'Oglio 38 milioni dimetri cubi a cui corrispondono 6,3 alla settimana invece dei 3,5 attuali; dal bacino del Brembo verranno invece rilasciati 7,5 milioni di metri cubi, cioè 1,2 asettimana, contro gli attuali 0,35; dal bacino del Serio ne usciranno complessivamente 11,5, 1,9 a settimana contro 0,8 attuali e dal bacino del Chiese i volumiche saranno stabiliti dal commissario regionale. 'La nostra azione di governo - ha detto l'assessore regionale alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità, MaurizioBernardo - si distingue da sempre per il suo metodo basato sul monitoraggio continuo e sul confronto fra le parti interessate. Con l'accordo raggiunto oggi, nonostante le scarse precipitazioni e il mancato scioglimento delle nevi, rispondiamo anche alle richieste del mondo produttivo. La prima verifica per il rispetto dell'accordo è stata fissata per il prossimo 13 luglio, mentre domani, a Parma (alle 12.00), è previsto il vertice interregionale sulle reti idriche alla sededell'Autorità del Bacino del Po (via Garibaldi).

martedì, giugno 20, 2006

Arlate: 100 bici con Artelab

Arlate: 100 bici con Artelab
in visita alla centrale Bertini


Immagine

Foto di gruppo per i cicloturisti dell`Adda


Hanno risposto in tanti all’invito lanciato dalla neonata associazione arlatese Artelab di trascorrere una giornata in riva all’Adda scoprendone, percorrendo con la bici il sentiero lungo fiume da Arlate fino a Porto d’Adda, i segreti, le bellezze nascoste e i gioielli tecnologici, legati allo sfruttamento dell’acqua, presenti sul territorio.

Pronti, partenza, via! L`inizio del tour da Arlate a Porto d`Adda


Una settantina di ciclisti si sono ritrovati in piazzetta Sandro Pertini ad Arlate intorno alle 9.30: da qui la comitiva su due ruote, riconoscibile a distanza grazie ad un apposito laccetto di stoffa rosso, ha cominciato a macinare un chilometro dietro l’altro, intercettando in prossimità della diga di Paderno d’Adda il gruppetto, composto da circa una trentina di persone, che alla bicicletta hanno preferito una tranquilla passeggiata lungo fiume.

Tra momenti di sosta e pedalate il gruppo arriva dopo 10 Km alla meta

Verso le 11, come da programma, l’arrivo alla sede delle centrale idroelettrica Angelo Bertini, dove ad attendere gli sportivi c’erano già le addette alla cucina di Artelab pronte a deliziare gli affaticati ciclisti con un gustoso aperitivo. Dopodichè si è passati alla visita della centrale e del museo dell’energia idroelettrica ad essa collegata: Fedele, attivo componente della Pro Loco di Cornate d’Adda, ha illustrato per sommi capi il funzionamento della centrale, la prima realizzata lungo l’Adda e attiva già nel 1898.

La centrale Angelo Bertini vista dall`alzaia dell`Adda

Accompagnati dai volontari della Pro Loco, vere e proprie guide istruite dagli ingegneri della società Edison, sotto la supervisione delle guardie del Parco Adda Nord, divisi in due gruppi, si è entrati alternandosi prima all’interno della centrale, potendo osservare i vecchi e i nuovi macchinari, e poi dentro il museo della centrale dove sono conservati plastici e disegni relativi al funzionamento della Semenza, della Bertini e della Esterle.

Primo da sinistra, il signor Fedele della Pro Loco di Cornate, cicerone d`eccezione,
insieme ai `suoi` volontari alla visita alla centrale Bertini e al museo idroelettrico
ad essa collegata. A destra, un`immagine del fiume Adda all`altezza di Paderno,
tratta da un plastico contenuto all`interno del museo.

Panini, insalata di riso e di pasta e altre sfiziosità hanno costituto il gustoso menù offerto da Artelab ai partecipanti alla biciclettata. Mentre i più “pigri” e più affaticati schiacciavano in pisolino sdraiati sul un prato verde in riva al fiume, un gruppetto di irriducibili… delle ‘Centrali’ ha fatto tappa alla Esterle, situata a un chilometro di distanza dalla Bertini, considerata una delle più belli centrali italiane.

Il momento di relax e svago dopo pranzo



Compattato il gruppo e inforcate le biciclette la “carovana” si è diretta a Paderno d’Adda per visitare l’Ecomuseo leonardesco denominato "Stallazzo". Stanchissimi e accaldatissimi i bikers si sono poi fermati all’altezza della centrale Semenza, dove due guardaparco hanno parlato della fauna presente nel parco oggi. Un bel successo per la prima trasferta di Artelab!

N.D.