| SICCITA' | ||
| Coldiretti: 'la situazione è preoccupante' | ||
| Nonostante i temporali e le contromisure al caldo, i campi dell'Emilia Romagna sono in un momento critico. Ecco 'la mappa della sete' |
Bologna, 28 giugno 2006 - Nonostante il verificarsi di alcuni temporali e l'annunciato rilascio delle acque da parte dei bacini idroelettrici di montagna della Lombardia, "la situazione della siccità appare preoccupante nelle campagne" di tutto il Nord Italia, Emilia-Romagna compresa, perchè i terreni secchi non assorbono l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento, portando con sè i nutrienti contenuti nella parte superficiale del terreno". E' l'allarme rinnovato oggi dalla Coldiretti nazionale, in occasione della sua assemblea.La caduta della pioggia, infatti, per essere efficace in una fase determinante per la crescita delle coltivazioni e ristabilire le riserve idriche "deve avvenire- precisa la Coldiretti- in modo costante e durare nel tempo affinchè l'acqua possa infiltrarsi nel terreno". Secondo il monitoraggio della Coldiretti, il Po lungo tutto il suo corso ha raggiunto livelli di emergenza in particolare a Canonica D'Adda (-8,72 metri) a Cremona (-7,60) e nella provincia di Ferrara (-7,19) e nella zona del Delta dove e' sceso, superando i picchi gia' registrati nel corso del 2003. "Qui, da qualche giorno, sono in funzionale idrovore della Protezione civile per alimentare l'acquedotto visto il bassissimo livello raggiunto dal fiume- riferisce la Coldiretti- preoccupazione anche a causa della risalita del cuneo salino dal mare, provocata dal basso livello dei fiumi sul Delta del Po, ma anche alle foci dei fiumi Tagliamento e Piave".
La situazione per le coltivazioni è critica in Piemonte, ma difficoltà si registrano dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia e riguardano Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e interessa le aziende agricole di pianura e di montagna dove nei pascoli alpini manca erba per l'alimentazione degli animali. Nell'immediato, "a rischio sono anche le risaie in Piemonte e Lombardia dove non c'è l'acqua per il necessario riempimento- rileva Coldiretti- ma anche nella Pianura Padana le coltivazioni di granoturco, quelle di pomodoro in fase di maturazione, la soia e le orticole come le patate". Nell'occasione la Coldiretti ha fornito anche una vera e propria "mappa della sete", una sorta di riassunto di un periodo difficile per i campi italiani, con una fotografia approfondita della situazione dell'Emilia-Romagna.
In regione "il livello del Po- si legge nel rapporto- è al di sotto delle normali portate in quanto l'acqua per troppo tempo è restata nei grandi bacini idroelettrici del Nord. Il Grande Fiume e' a secco in un momento di bisogno per irrigare le colture, con livelli in alcuni punti al di sotto del 2003. La distribuzione di acqua nei campi è in emergenza e i consorzi di bonifica hanno attivato il razionamento".
In particolare, "nella bassa parmense a Ragazzolo ampi tratti del Po sono in secca ed è quasi possibile attraversarlo a piedi. A rischio le colture di mais e il pomodoro. A Boretto, nel reggiano, la Coldiretti segnala che le erogazioni sono al 60% della potenzialità dell'impianto. A Bondeno nel ferrarese il livello del Po è talmente basso che si rischia l'impossibilità di pescare l'acqua per rifornire il Canale Emiliano Romagnolo da cui dipende l'irrigazione di cinque province (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini)". E "dal Delta del Po si segnala la risalita del cuneo salino dal mare, giunto nel ferrarese fino a Berra, costringendo a disattivare le prese di derivazione a mare per non distribuire acqua salata nei campi". "Di fronte alla tropicalizzazione del clima, per mantenere l'agricoltura di qualità- conclude la Coldiretti- servono interventi strutturali per raccogliere l'acqua nei periodi piovosi creando bacini aziendali e interaziendali, utilizzando cave dismesse e casse di espansione dei fiumi, un intervento che può diventare, tra l'altro, un servizio anche per l'ambiente".
Ferrara, 28 giugno 2006 - Con il Po ai minimi storici del 2003, è emergenza siccità nelle regioni attraversate dal Grande Fiume. Secondo un monitoraggio della Coldiretti, il corso d'acqua più grande d'Italia ha raggiunto livelli di emergenza in particolare a Canonica D'Adda (-8,72), a Cremona (-7,60), nella provincia di Ferrara (-7,19) e nella zona del Delta, dove da qualche giorno sono in funzione le idrovore della Protezione civile per alimentare l'acquedotto. Situazioni difficili con picchi di criticità si registrano in tutte le Regioni del Nord e in Sardegna. Le elevate temperature e la perdurante siccità mettono in pericolo le coltivazioni e gli allevamenti.Secondo la 'mappa della setè diffusa dalla Coldiretti, la Lombardia è una delle regioni più sofferenti. L'associazione ha infatti annunciato la richiesta dello stato di calamità naturale per le aree collinari e montane dove non è possibile irrigare. A motivare la richiesta, oltre alle condizioni climatiche di questi giorni, anche il ritardato scioglimento delle riserve di neve sulle Alpi.















