www.a21meratese.it

Legambiente Internet NEWS

Loading...

martedì, giugno 28, 2005

«Quattro in famiglia, viviamo con due ore d’acqua al giorno»

IL CORRIERE DELLA SERA 28 06 05


«Quattro in famiglia, viviamo con due ore d’acqua al giorno»
OLGINATE (Lecco) - Rubinetti asciutti, solo qualche goccia durante la notte. E’ il dramma del razionamento causato dalla siccità. «Qui a Olginate all’improvviso si rimane a secco, se si vogliono evitare brutte sorprese bisogna correre ai ripari con soluzioni alternative», dice Giuseppe Piceno, 40 anni, magazziniere, sposato e padre di due ragazzi di 10 e 17 anni. Il problema di Giuseppe Piceno è il dramma di molte famiglie colpite dall’emergenza idrica. «E’ l’estate più rovente da quando abito a Olginate - racconta il magazziniere - e c’è una drammatica carenza di acqua, un vero disastro». La famiglia Piceno abita al piano rialzato di una palazzina di Olginate, paese di ottomila residenti alla periferia sud di Lecco. L’acqua arriva col contagocce e spesso solo nelle ore notturne, quando non serve. «Ogni giorno dobbiamo attrezzarci per far fronte al razionamento - spiega Giuseppe Piceno -. Io innanzitutto ho comperato una grande quantità di bottiglie d’acqua minerale e poi, appena è possibile, faccio scorta dal rubinetto». Piceno da buon magazziniere si è organizzato. I suoi figli, entrambi studenti, durante la giornata per cercare un po’ di refrigerio (visto che è impossibile mettersi sotto la doccia) si concedono un tuffo nelle acque dell’Adda che scorre a qualche centinaio di metri di distanza dalla palazzina. Ma anche il bagno è problematico, sia per le insidie che nasconde il fiume sia per i divieti di balneazione in quasi tutte le spiagge. Ma ecco la giornata-tipo di chi è costretto a vivere con due ore d’acqua al giorno. «Sovente - osserva Giuseppe Piceno - ci si arrabbia già di buon mattino: per lavarti faccia e denti, devi fare uso di acqua minerale...». Sul tavolo da cucina e in bagno sono state poste bottiglie di diversi volumi. «Nell’ultima settimana - racconta il magazziniere - abbiamo decuplicato il consumo d’acqua minerale per usi non domestici». «Durante la giornata - continua - si è al lavoro, fuori casa, e con la calura di questi giorni si pensa con un po’ di angoscia al rientro: spesso non c’è neanche la possibilità di farsi una doccia. Non c’è altra soluzione che lavarsi alla bell’e meglio con la solita minerale». E di notte? «Certamente - risponde Piceno - è il momento migliore, perché c’è minor richiesta d’acqua e quindi si sfruttano le ore notturne. Il momento ideale per mettersi sotto la doccia senza rischiare di rimanere a secco una volta che ci si è insaponati è dopo la mezzanotte». Altrimenti? «Beh - allarga le braccia Piceno -, se il getto della doccia s’interrompe bisogna ricorrere ancora alla minerale». La famiglia olginatese è rimasta all’asciutto per due giorni consecutivi. «E’ stata la settimana peggiore - spiega Piceno -: per fortuna s’è trattato di un caso eccezionale, poi c’è stato un miglioramento». La disavventura? «Una mattina - risponde - dal rubinetto non scendeva una goccia d’acqua. Mi son detto: "Mi laverò non appena arrivo in azienda". Invece... anche lì i rubinetti erano all’asciutto. Non ho potuto far altro che andare all’Adda. Mi sono rinfrescato un po’ e poi via, al lavoro in magazzino». Angelo Panzeri

Fiumi e laghi, calo da record. Allarme per i raccolti Livelli sempre più vicini a quelli del 2003. Dighe a secco in montagna, «bruciata» l’erba degli

Corriere della sera 28 06 05

Fiumi e laghi, calo da record. Allarme per i raccolti Livelli sempre più vicini a quelli del 2003. Dighe a secco in montagna, «bruciata» l’erba degli alpeggi


MILANO - Sempre più caldo, sempre più a secco. Mentre gli agricoltori pavesi spiegano che nella loro zona, come in Lomellina, il terreno sabbioso è tanto arso che non riesce a trattenere neppure quel poco d’acqua che ancora arriva nei campi, sul maggiore dei laghi italiani, la Comunità del Garda (50 comuni, le quattro Province di Trento, Verona, Mantova e Brescia, oltre alle rispettive Regioni) si impegna con bollettini e comunicati per smentire certi articoli apparsi sui giornali tedeschi secondo i quali le vacanze sul lago sarebbero messe in forse dalla siccità. «Per carità, niente di tutto questo - dice Lucio Ceresa, segretario generale della Comunità -. Barche e windsurf viaggiano come sempre, e gli acquedotti non hanno alcun problema». Il grande lago, però, dimagrisce a vista d’occhio: all’idrometro di Peschiera segna ?42,4 centimetri sullo zero, quasi 15 in meno rispetto allo stesso periodo della memorabile estate secca del 2003. Allora il Garda segnò il suo minino verso settembre, quando arrivò ad appena 8 centimetri sullo zero. Il pericolo, piuttosto, è un altro: «Attenti ai tuffi - dicono ancora dalla Comunità -. Perché l’acqua c’è, ma è 80 centimetri più bassa di un anno fa. Prima di saltare dal pontile come vi eravate tanto divertiti a fare nel 2004 date non una, ma due occhiate». I LIVELLI - Continua la discesa: al Ponte della Becca il Po è a -298 contro i -310 centimetri della fine giugno di due anni fa. La magra record arrivò un mesetto più tardi, a -328 centimetri. Il Ticino (che pure ha un livello accettabile all’uscita dal lago Maggiore, a Sesto Calende, con oltre 65 centimetri sullo zero) a Pavia è ad appena 3 centimetri dalla secca record del 2003: -443 contro -446; di poco differente la situazione dell’Adda a Lodi: ora siamo un metro e 8 centimetri sotto lo zero, mentre nel luglio di 2 anni fa si arrivò a 125 centimetri. CONSORZI E CENTRALI - Dall’Adda al Villoresi, dall’Oglio al Medio Chiese a Cremona, da giorni ormai i consorzi irrigui continuano il conto alla rovescia verso l’emergenza: «Una situazione drammatica» dice Giuseppe Negrinelli dal medio Chiese, che serve 35 comuni. «Il 10 luglio non avremo più acqua» avverte dall’Oglio il direttore Massimo Buizza. Presentato alla Regione il piano delle loro disponibilità, ieri mattina i produttori di energia idroelettrica hanno cominciato a turbinare più acqua nelle centrali per aumentare il rilascio: fino a luglio, sono 50 i milioni di metri cubi attesi da quei bacini in quota che, tuttavia, dopo un inverno avaro di neve sono già poveri. In montagna, anche gli alpeggi sono in difficoltà: poca l’acqua dei torrenti, ingiallita per la siccità l’erba dei prati. LE PREVISIONI - Prepariamoci: oggi sarà una giornata dura, con temperature di 36 gradi a Milano e anche più alte nella Bassa; in aumento anche l’umidità. Domani pomeriggio, dicono le previsioni del centro Epson, una serie di temporali su Alpi e Prealpi dovrebbe portare un po’ di sollievo. Giovedì ancora giornata asciutta, poi venerdì arriverà una nuova perturbazione, che potrebbe far scendere il termometro anche sotto i 30 gradi. L. Gua.

domenica, giugno 26, 2005

Po ai minimi storici: siccità peggio dell'estate 2003 Caldo con un mese d'anticipo, risorse idriche dimezzate Già gravi i problemi per le colture di f

LA PROVINCIA DI LECCO 26 06 05


Po ai minimi storici: siccità peggio dell'estate 2003 Caldo con un mese d'anticipo, risorse idriche dimezzate Già gravi i problemi per le colture di frutta e ortaggi
+

milano La poca pioggia caduta ieri sul Nord Italia non ha certo aiutato a risolvere il problema siccità. La situazione delle risorse idriche resta critica sia nelle campagne che nelle città, tanto che si stima che le risorse immagazzinate negli invasi ammontino a non più del 50% di quelle normali per il periodo in fiumi, laghi, invasi, nevai e bacini montani. Secondo un monitoraggio della Coldiretti, nelle regioni del Nord Italia, la situazione è difficile e che se non pioverà in modo abbondante le conseguenze potrebbero essere ancora più gravi di quelle del 2003, anche in considerazione del fatto che la penuria di acqua si è verificata con oltre un mese di anticipo rispetto al picco dell'estate. Il fiume Po è ai minimi storici e il livello attuale consente ancora per poco l'approvvigionamento di acqua per l'irrigazione; un ulteriore abbassamento del livello - rileva la Coldiretti - comporterebbe l'impossibilità di utilizzare acqua per irrigare i campi, nonostante che, vista la situazione di criticità, gli imprenditori agricoli si siano autolimitati del 25-30% in tutti i comprensori. La situazione appare preoccupante in quanto il 70% delle aree irrigue della pianura padana dipendono dal Po e dalla sua portata, che in questo momento è molto bassa. Si profila - avverte la Coldiretti - una crisi seria degli affluenti destra del Po del bacino alpino a causa delle ridotte nevicate invernali, aggravata nel torinese dalla scarsità di invasi esistenti. In Piemonte a sud del canale Cavour, la situazione attuale vede una riduzione del 25% circa del conferimento tradizionale di acqua ai campi. In Romagna, anche se per il momento il Canale Emiliano Romagnolo continua a portare acqua nella zona orientale della regione, c è timore di quello che può succedere quest'estate, con il rischio del blocco dell irrigazione a causa della bassa portata dei fiumi. In Veneto a preoccupare è il progressivo abbassamento del livello dell Adige. Ancora sotto controllo la situazione nei laghi di Piemonte, Lombardia e Veneto, ma i livelli calano progressivamente. Nel lago di Como il livello è 15 cm sotto lo zero idrometrico quando in questo periodo in genere e 100 cm sopra, l'erogazione è al 60 per cento e potrebbe scendere al 50 per cento dalla prossima settimana: la riserva attuale garantisce irrigazione per 15 giorni e il consorzio dell'Adda, in questa difficile situazione, ha deciso di ridurre la quantità di acqua in deflusso verso il lago per lasciarla negli invasi a monte per le centrali idroelettriche riducendo i canali di irrigazione a valle in situazione di deficit idrico. Nel Garda l'erogazione è al 68% e può garantire ancora due settimane di irrigazione. Nel lago d'Iseo l'erogazione è al 60%, e l'irrigazione è anche qui garantita per un paio di settimane. Nel Lago d Idro attualmente l'erogazione è all'80 per cento e il lago cala di 7-8 cm al giorno ed entro la fine del mese si prevede il minimo storico. Nel lago Maggiore l'erogazione è al 95%. L'irrigazione nei campi del Nord Italia è quindi garantita per due settimane e oltre ai danni per la possibile perdita di produzioni aumentano dal 30% al 60%, con punte del 100%, le spese energetiche a carico delle imprese agricole per il sollevamento di acqua dai pozzi.

sabato, giugno 25, 2005

Locatelli: `Ecomuseo E navigabilità Adda.Due grandi progetti`.

Locatelli: `EcomuseoE navigabilità Adda.Due grandi progetti`.
Ha approfittato del contesto offertogli dalla presentazione del Sentiero dell’Adda lecchese, Pier Giorgio Locatelli, presidente del Parco Adda per presentare e pubblicizzare l’Ecomuseo di Leonardo e il progetto di navigabilità del fiume Adda. Sul primo punto, il presidente ha ribadito la volontà di inserire anche i comuni di Imbersago e Brivio nel territorio dell’Ecomuseo.


Piergiorgio Locatelli

Sul secondo invece Locatelli si è soffermato maggiormente precisando che i fondi per il progetto ci sono:“Abbiamo ultimamente ricevuto ulteriori 350mila euro per comprare la barca. Il progetto, almeno inizialmente, dovrà lasciare fuori il lago di Garlate e la diga di Olginate. Si svilupperà cioè per circa 18 km. Realizzeremo una darsena di appoggio a Brivio, a Imbersago e a Villa D’Adda, infine a Robbiate per permettere alla barca di tornare indietro”. La barca-traghetto sarà a trazione elettrica e il suo itinerario sarà tale da fissarsi sui punti nodali del sentiero che verrà inaugurato domenica 25 giugno. Tempi previsti per la prima gita sull’Adda? “Nel corso dell’autunno inizieremo con la realizzazione degli approdi, ma per parlare di navigabilità del fiume bisognerà aspettare la primavera del 2007”. Poco meno di due anni, quindi e il grande fiume lecchese tornerà navigabile, seppure a tratti, come una volta.

Imbersago: sentieri ad anello sull’Adda

Cronaca >> Cronaca dal territorio
25 / 6 / 2005

Imbersago: sentieri ad anello sull’Adda.Per scoprire la natura e ``attrarre`` turisti
Un percorso alternativo all’alzaia, un’attrazione per un nuovo e consapevole tipo di turismo: sono queste le due direttrici lungo le quali è stato ideato e si è sviluppato nel tempo, grazie alla collaborazione tra ben 7 associazioni a testimonianza di 6 diversi comuni, il progetto, presentato sabato 25 giugno, in sala civica a Imbersago, di creare e realizzare il “Sentiero dell’Adda lecchese”. L’itinerario lungo il quale si snoda, per una lunghezza complessiva di circa 26 km, il sentiero è ricco, variegato, strutturato su anelli collegati, ma autonomi l’uno dall’altro, tali da consentire cioè una fruizione libera a seconda delle circostanze. Il tragitto lambisce il territorio di Brivio con il suo castello e la sua filanda; di Calco dove sarà possibile ammirare la chiesa romanica dei SS. Gottardo e Colombano e la villa Cavalli in località Grugana, sede attuale del P.I.M.E.; di Merate, inserita nel medio corso del fiume Adda come aggancio alla riserva naturalistica di Sartirana e alle verdi frazioni di Cassina e Sartirana; di Imbersago, “patrono” del traghetto leonardesco; di Robbiate, sul cui territorio si erge la centrale Semenza e da dove è possibile addentrarsi per scoprire le bellezze del monte Robbio; infine di Paderno, ipotetico punto di arrivo ( o di partenza ) del percorso con i gioielli architettonici di epoche diverse quali la Rocchetta, le conche di navigazione e il ponte San Michele.

Gli itinerari proposti

Sabato mattina, in una sala civica riempita dai numerosi presidenti e soci dell’associazioni promotrici e da qualche più solitario amante della natura, Ottavio Scaccabarozzi, presidente della Pro Loco imbersaghese, l’assessore al turismo Giancarlo Valsecchi, il direttore di Vera Brianza Dozio, il presidente del Parco Nord Piergiorgio Locatelli, il consigliere regionale della pro loco Simone Nicolò e il vicesindaco Giulio Reali hanno spiegato e illustrato le ragioni profonde di questa iniziativa, che verrà concretamente inaugurata domenica mattina con l’ausilio delle Guardie del Parco Adda Nord e delle guide turistiche “Brig”, dislocate lungo vari punti del tracciato a far da ciceroni d’eccezione all’inaugurazione dell’itinerario dell’Adda lecchese. Introdotti al pubblico dalla proiezione di diapositive realizzate da Alberto Borsa, Elena e Giuseppe Bartelli e dai dettagli tecnici illustrati dall’architetto Della Vecchia, i relatori hanno messo a fuoco, con il doveroso monito della salvaguardia ambientale, esigenze economiche e possibilità turistiche. Giulio Reali ha ribadito un discorso inaugurato con la presentazione del Maggio imbersaghese e sviluppato anche durante la presentazione del Premio Morlotti: “La dimensione turistica di Imbersago deve diventare un progetto prioritario. Il paese ha assunto una fisionomia ormai stabile. Imbersago non vuole essere un dormitorio di lusso, ma un fattore di richiamo attraverso le sue bellezze naturalistiche e le sue attività culturali”.


Giulio Reali, vicesindaco di Imbersago, Ottavio Scaccabarozzi, presidente della Pro Loco imbersaghese e Valsecchi, assessore al turismo della Provincia di Lecco

Valsecchi ha precisato come sia intenzione della Provincia contribuire finanziariamente, nei limiti del possibile, a sviluppare progetti ed interventi di questo tipo, mentre Bruno Dozio di Vera Brianza ha incanalato il discorso su una dimensione economica: “La nostra zona è molto interessata al turismo d’affari. Dobbiamo fare in modo di creare delle strutture ricettive in grado di offrire anche una valida alternativa alla perdita di lavoro nel settore industriale, un cavallo di battaglia della nostra zona oggi un po’ in declino. Sono particolarmente contento di inaugurare per la prima volta un’opera naturalistica, in una zona dove la compartecipazione tra diversi soggetti è difficile, visto l’individualismo ferreo che vige qui. L’essere riusciti a coinvolgere tutti questi comuni è sicuramente un valore e una scommessa in più”.


Piergiorgio Locatelli, presidente del Parco Adda, e Bruno Dozio, direttore di Vera Brianza
Nel discorso si è anche inserito il consigliere regionale delle Pro Loco e il presidente del Parco Adda Locatelli: “Il Parco deve preservare il territorio e l’ambiente, ma deve anche essere un elemento attivo. Per questo motivo la prospettiva del turismo non è da trascurare e si lega sicuramente al progetto di navigabilità sul fiume Adda. Non è un caso se i punti di partenza indicati nell’itinerario del sentiero dell’Adda lecchese coincidano in alcuni casi con i punti di approdo della barca di navigazione prevista lungo il fiume. I due progetti si dirigono cioè nella stessa direzione”.


Il pubblico presente in sala

L’incontro si è poi concluso con gli interventi di alcuni rappresentanti delle associazioni che hanno caldeggiato e promosso la realizzazione del sentiero: da segnalare l’intervento dell’assessore all’ecologia di Verderio che ha ricordato l’esistenza di un percorso vita, realizzato già 6 anni fa, di collegamento tra Paderno e i due Verderio. Ottavio Scaccabarozzi, coordinatore della giornata, non si è fatto sfuggire l’occasione di ricordare come questa iniziativa sia solo un primo passo: “Ogni collaborazione con altri comuni e associazioni è ben accetto. Ci sono tantissimi sentieri bellissimi già realizzati e utilizzabili. Altri andrebbero solo sistemati o collegati l’uno all’altro. Sarebbe bello realizzare una cartina, come quelle della Kompass, comprendente questa area e quella del San Genesio e del Monte Barro”.Gli amanti della natura e del trekking sono avvisati: i sentieri e le bellezze da scoprire sono a un passo da casa!
Noemi D’Angelo

giovedì, giugno 23, 2005

Lago a secco, vanno aperti i bacini

La provincia di lecco 23 06 05

La Regione: «Lago a secco, vanno aperti i bacini» Riunito al Pirellone il Comitato per l'emergenza idrica. La Lega chiede la dichiarazione dello stato di calamità naturale È guerra tra poveri con gli agricoltori: per la Beccalossi (An) si potrebbe scendere sotto i 40 cm oltre lo zero idrometrico

Il lago è sempre più basso, ma ci sono 169 milioni di metri cubi d'acqua nei serbatoi della Valtellina e della Valchiavenna Foto d'archivio
Regione in stato d'allerta per la siccità: chiede il rilascio d'acqua dagli invasi di montagna. E' crisi idrica, soprattutto per l'agricoltura, una crisi peggiore del 2003, perché è solo il mese di giugno e due anni fa incominciò a luglio; laghi e fiumi sono già allo stremo e anzi, non si sono mai risollevati da quando le acque si ritirarono dopo l'alluvione del novembre 2002, mentre le nevi, in quota, non hanno fatto da riserva. Ma la Regione vuole prevenire l'emergenza ed ha riunito il tavolo tecnico per la crisi idrica, formato due anni fa. D'altra parte, il vicepresidente regionale, Viviana Beccalossi, pure assessore all'agricoltura, ha dichiarato che «è necessario ottenere una deroga dei livelli dei laghi, per permettere una regolazione al di sotto dei livelli minimi di invaso», tra le misure preventivate ieri per affrontare giorni difficili. Dunque, il lago di Como potrebbe scendere sotto i 40 centimetri dallo zero idrometrico, limite minimo intoccabile, finora, stabilito dal disciplinare tra il Consorzio dell'Adda e il ministero dei lavori pubblici. Sotto i quaranta centimetri, infatti, le sponde sarebbero a rischio, gli impianti scoperti e la navigazione non avrebbe campo. E la discesa è già in corso, continua,con deflusso superiore all'afflusso, rallentata da complesse manovre quotidiane con prospettive di chiusura delle erogazioni per evitare dissesti. Ma ieri, il tavolo tecnico riunito dall'assessore Maurizio Bernardo non ha affrontato le funzioni del lago come fonte straordinaria di approvvigionamento per l'irrigazione. Presenti i direttori generali, i tecnici, i gestori delle reti di pubblica utilità, dei bacini idrici e degli impianti idroelettrici, le organizzazioni degli agricoltori, ha chiesto il graduale rilascio dai bacini di montagna, in seguito alla dichiarazione dello stato d'allerta, anzi, di pre-allerta, con l'obiettivo di varare un piano che consenta di giungere al 30 luglio con il minor danno possibile. La Lega, con il consigliere Mauro Gallina, ha già chiesto la dichiarazione dello stato di calamità naturale, in quanto i prossimi raccolti agricoli saranno compromessi dalla scarsità d'acqua. «Dopo il consumo umano – sottolinea la Beccalossi – la priorità dell'erogazione idrica va all'agricoltura: negli uffici, si può fare a meno dell'aria condizionata, ma non si può rinunciare alla sopravvivenza del grano, del mais, dei foraggi, della soia e a tutte le altre coltivazioni della prima regione agricola d'Italia». Il tavolo tecnico si riunirà, ogni settimana e confronterà dati ed effetti: per quanto riguarda il Lario, ieri, ha già preso atto che l'erogazione è ridotta al 66 per cento, prevede di scendere al 53 per cento: in assenza di piogge, potrebbe essere questo il regime fino a metà luglio, quando sarà raggiunto il limite minimo. Ci sono, però, 169 milioni di metri cubi d'acqua nei serbatoi della Valtellina e della Valchiavenna e, in parte, sono erogabili per gli usi irrigui di valle: in relazione ai problemi, ne sarà valutato il rilascio. Negli invasi in montagna, sono immagazzinate non più del 60-65 per cento delle risorse normalmente presenti in questo periodo. «Da parte di tutti, è emerso un forte senso di responsabilità – conclude l'assessore Bernardo – per razionalizzare l'uso delle risorse idriche». I gestori dei bacini idroelettrici presenteranno le loro disponibilità la prossima settimana per il graduale rilascio di acqua per i raccolti. Il lago di Como dovrebbe avere più margini di manovra sulle portate, per dissetare l'agricoltura e mantenersi entro la soglia dell'altezza minima. Maria Castelli

Mezza Lombardia a secco

Il livello del lago di Garda scende di due centimetri al giorno.
Il Po vicino ai minimi del 2003, l’anno della grande sete

Mezza Lombardia a secco, scattano i razionamenti

Rubinetti «a singhiozzo» in diversi paesi. Mais a rischio: gli agricoltori chiedono l’apertura dei bacini idroelettrici



MILANO -Fino a domenica scorsa il canale Martesana era ricco d’acqua. Adesso porta dall’Adda verso Milano appena il tanto che basta per assicurare il rifornimento della falda. Come il Consorzio Villoresi - il maggiore della Lombardia con i suoi 200 chilometri di canali che bagnano 300 comuni in 6 province - hanno ridotto le portate dei loro canali anche tutti gli altri gestori: se ancora non è la grande sete del 2003, la scarsità d’acqua di questa estate 2005 si sta avviando ad assomigliarvi anche troppo da vicino. Non piove, o piove pochissimo, dall’inizio dell’anno: in montagna - dove la neve è mancata - non ci sono riserve. Così, la politica del risparmio adottata da tutti i Consorzi negli ultimi mesi - l’Adda, per esempio, già a fine maggio aveva ridotto al 50% il suo prelievo dal lago di Como, a Malgrate - non basta più. E i coltivatori guardano con preoccupazione il calendario: la stagione in cui la sete dei campi arriva al massimo è proprio questa.

I BACINI - Il lago di Como - quindi il fiume Adda - è quasi un metro al di sotto del livello medio calcolato negli anni tra il 1950 e il 2001: è una delle situazioni più difficili della regione. Da ieri il Consorzio Adda ha ridotto il prelievo al 66%, che corrisponde a 150 metri cubi al secondo, con l’intenzione di scendere al 53% (120 metri cubi al secondo). Il Lago Maggiore - dunque il Ticino - è il bacino in condizioni migliori, grazie alle piogge cadute sull’Ossola e in Svizzera: e infatti il prelievo è al 95%. Situazione critica a Sarnico, sul lago d’Iseo, dove l’idrometro segna 41,1 centimetri: oltre mezzo metro sotto la media di 95. Eppure, benché il prelievo sia ridotto al 47%, il lago scende di 5 centimetri al giorno perché nel fiume entrano 32 metri cubi d’acqua al secondo contro i 37,5 in uscita. Stessa situazione sul lago d’Idro, dove i comuni rivieraschi non cessano la loro campagna per «Salvare il lago» che ha raccolto ormai decine di migliaia di firme proprio per mantenere più alto il livello dell’acqua: per adesso l’erogazione è all’80%, mentre il lago scende di 3 centimetri al giorno. Al minimo di 363 centimetri ne mancano 160. Infine il lago di Garda: a Peschiera è a quota 46 centimetri, quasi 60 al di sotto della media. Anche qui l’acqua in entrata è meno di quella in uscita, benché i prelievi siano stati ridotti dalla settimana scorsa a 60 metri cubi al secondo contro gli 88 usuali in questa stagione.


IL PO -Il grande fiume non è ai livelli minimi dell’estate di due anni fa (che comunque furono registrati a luglio avanzato) ma a quei limiti si sta avvicinando: al Ponte della Becca - fanno sapere i bollettini dell’Arni, l’azienda per la navigazione interna - la media del secondo trimestre fu -252 centimetri nel 2003, mentre quest’anno siamo a -216; a Cremona, invece, finora la media è -569 contro il -626 di due anni fa.


CONSORZI E AGRICOLTORI - «Le centrali idroelettriche dispongono di 120 milioni di metri cubi, trattenuti in 20 bacini della Valtellina - dice Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Lodi e di Milano -. Per legge l'uso agricolo dell'acqua è prioritario. Chiediamo quindi alla Regione di convincere i gestori delle centrali a venirci incontro». E questa è la richiesta che ripete anche il presidente del Consorzio Adda, Gianni Del Pero, e che rimbalza da Lodi a Cremona, Mantova, Brescia, Milano e a tutto il resto della regione. Ieri, dal «tavolo tecnico» riunito al Pirellone è venuta la disponibilità a esaminare anche questa possibilità. Ma non basta: «Tra la fine di questa e la prossima settimana avremo la fioritura del mais - dice da Cremona Marco Ruffini, direttore del Consorzio Naviglio Vacchelli che dà acqua a 4 mila aziende -. E’ il momento in cui le piante hanno maggiore bisogno di acqua, pena la perdita del raccolto: e in queste condizioni non siamo in grado di assicurare l’irrigazione necessaria. Ci vuole una decisione immediata, o rischiamo davvero danni gravi all’economia. E ricordiamoci, per favore, che in agricoltura l’acqua non viene consumata, perché torna in falda».
Laura Guardini lguardini@coprriere.it

mercoledì, giugno 22, 2005

Danneggiato da un tronco il traghetto di Leonardo


Danneggiato da un tronco
il traghetto di Leonardo



Un corpo galleggiante, probabilmente un tronco, una decina di giorni fa ha danneggiato il traghetto leonardesco (usato da turisti ma anche da lavoratori) che collega la sponda bergamasca dell'Adda quella lecchese da Villa d’Adda a Imbersago.
Sono in corso da parte de tecnici del Comune di Imbersago accurati sopralluoghi nel corso dei quali è stata rilevata una falla di una quarantina di centimetri. Sono tuttavia incerti i tempi necessari alla riparazione sarà infatti necessario un ulteriore sopralluogo per valutare sia i tempi che i costi. Il Comune di Imbersago, proprietario del traghetto, ha già annunciato che farà il possibile per rimetterlo in funzione nel più breve tempo.

Il traghetto, rimesso in funzione nel secolo scorso, può trasportare sia persone sia auto, è costituito da due barconi in vetroresina affiancati e fissati tra loro, sormontati da una piattaforma in legno provvista di una guardiola, e funziona sfruttando la corrente del fiume Adda. Nel dicembre 1991, il traghetto era stato fermato dalla Motorizzazione Civile di Como perché non rispondeva più alle norme di sicurezza vigenti. Ristrutturato, è stato sostituito da quello attuale, che è stato intitolato a Leonardo da Vinci e inaugurato nel maggio 1994.

(20/06/2005)

Paderno: l’Adda navigabile

Paderno: l’Adda navigabilecon la spinta dell’Europa
Il tavolo dei relatori
"Ho cominciato a pensare a questo libro guardando alcune immagini del 1915, c`era un barcone che scendeva nella conca di Robbiate. Ho cominciato a raccogliere foto e documenti. E` nata la passione. Con fatica e umiltà ho realizzato il libro e la mostra che potete vedere fino a lunedì". Così Rino Tinelli, che del libro è l’autore, ha aperto la presentazione di “Dall’Adda al Martesana un percorso su acqua da Lecco a Milano". Dopo Tinelli sono intervenuti il professor Edo Bricchetti, studioso dei Navigli e di tutto quello che si chiama Adda o vie d`acqua della Lombardia, promotore di molti progetti sul ricupero del fiume e dei Navigli, Annarosa Panzeri e Chiara Bonfanti, rispettivamente assessore alla cultura di Paderno e della Provincia di Lecco. Con la sala civica strapiena, Valter Motta, sindaco di Paderno, ha chiuso gli interventi “con un blitz” come l’ha definito. Ha invitato infatti Piergiorgio Locatelli, presidente del Parco Adda Nord a prendere la parola. "Mi sembra l’occasione giusta per dire qualcosa di importante sull’Adda – ha spiegato Locatelli - Tra la primavera del 2006 e la fine del 2007, il fiume ritornerà ad essere navigabile, ma stiamo anche cercando di costruire un progetto finanziario, perchè anche il Naviglio di Paderno possa essere restaurato e ripercorso con gli antichi barconi".


Il pubblico presente

Ad ascoltarlo erano in molti. Tra gli altri qualche amministratore, come gli assessori alla cultura di Merate e Imbersago, il sindaco di Verderio Inferiore, Maria Teresa Bonanomi, dirigente dell`Istituto Comprensivo di Robbiate, e don Mario Colombini, già vice-parroco di Paderno (ora parroco di Garlate) tra i primi studiosi di questa storia "al quale molti di noi devono questa grande passione per le nostre radici" ha detto il sindaco salutandolo. " Voglio umanizzare questo nostro incontro, raccontandovi cose che vi facciano scoprire la passione - ha detto il professor Bricchetti, prima di cominciare una lunga "lezione" che ha toccato indifferentemente pittura e letteratura, fisica e storia, geografia e poesia. Un racconto che non ha lesinato critiche "Per anni ho insistito con la Regione perchè il territorio e i progetti sulla vie d`acqua trovassero accoglienza. Non accadeva mai nulla. Ho portato i progetti in Europa, è cominciato l`interesse, ed anche qui tutti si sono improvvisamente svegliati. Adesso c`è un master plan e una società con la partecipazione dei Comuni per gestirlo"." Dobbiamo riportare la vita sul fiume - ha concluso Chiara Bonfanti - questo progetto di navigazione promosso dal Parco Adda Nord e che la Provincia ha già approvato, sarà un primo elemento".
Sergio Perego

domenica, giugno 19, 2005

A piedi tra canyon e torrenti

Dalla Valtellina al Garda: emozione e benessere i temi delle vacanze A piedi tra canyon e torrenti Piacciono gli sport estremi. In testa anche surf con l’aquilone
CHIAVENNA (Sondrio) - Dal fascino del canyoning al brivido del rafting per arrivare alle originali evoluzioni con l’aquilone («kite surf»). Queste le mode dell'estate 2005: in ogni località di villeggiatura c'è una novità o un'attrazione che le riguarda. Le tendenze del primo scorcio di stagione, dicono anche che gli sport acquatici hanno il sopravvento su quelli montani. Più di 15 mila appassionati stanno frequentando corsi o partecipano a gare di «kite», «wate board» (tavola trascinata da un’imbarcazione) e wind surf. IL CANYONING - La nuova moda è il canyoning. Un'entusiasmante disciplina che garantisce avventure nel cuore della natura incontaminata e selvaggia. Gli escursionisti scendono a piedi ai lati dei torrenti di montagna. Il percorso è caratterizzato da scivoli, toboga, salti, tuffi e manovre di corda. Quest’anno centinaia di turisti si sono messi in fila per visitare luoghi sconosciuti della Valtellina, Valcamonica e valli bergamasche. Alcune realtà, come la Valchiavenna e Val Bodengo, hanno delimitato i «canyon» con percorsi attrezzati. «Nelle scorse stagioni - spiega Renata Rossi, guida alpina di Chiavenna (Sondrio) - c'era stata la richiesta di gruppi solitari. Quest'anno è un vero e proprio boom, con centinaia di turisti che chiedono di percorrere quegli itinerari». Per partecipare alle escursioni, coordinate da esperti o guide alpine, occorre una preparazione fisica adeguata e soprattutto abbigliamento e scarponcini da montagna. I turisti che scelgono questo sport sono prevalentemente giovani. RAFTING E LIANE - Il rafting è una novità per alcune realtà lombarde, mentre per altre, come le località dell'Alta Valtellina, c'è un ritorno di fiamma. I luoghi ideali di chi ama il brivido scendendo dai corsi d'acqua con canoe o gommoni sono la Valle Spluga, Valmalenco e Valcamonica. Il vistoso calo d'acqua già alle sorgenti dell'Adda e del Mera non ha finora limitato l'attività degli appassionati, con le loro discese mozzafiato. Per chi insegue le grandi emozioni non è finita qui: ai Pian delle Betulle, in provincia di Lecco, è stato realizzato un parco dell'avventura, con ponti tibetani, liane, piccoli salti. Nei primi giorni d'apertura sono stati presi d'assalto da bambini e adulti. SURF CON L'AQUILONE - Sui laghi lombardi la passione chiama «kite surf» (ossia surf con aquilone). E' una disciplina che regala emozioni indimenticabili e rappresenta un connubio tra divertimento con aquiloni, sci nautico e surf. «Questo sport - sostengono i responsabili del centro Tabo di Gera Lario, tra i più attrezzati in Lombardia - consiste nel farsi trainare da un aquilone di medio-grandi dimensioni rimanendo su una tavola da surf e compiendo evoluzioni sulle onde del lago anche a velocità sostenuta». Sui tre principali bacini lacustri lombardi la richiesta è in crescente aumento: le prenotazioni per corsi o ingressi nei centri attrezzati sono circa cinquemila tra giugno e luglio. Tra gli sport acquatici che stanno conoscendo una stagione d'oro ci sono anche il «wate board» (tavola trascinata da un’imbarcazione) e il wind surf: il primo ha un forte sviluppo sul lago di Como; il secondo, grazie ai turisti stranieri tedeschi e olandesi, sta riprendendo quota, quasi una seconda giovinezza, su Garda e Verbano. BENESSERE IN MONTAGNA - Sono chiamati sentieri del benessere: percorribili da tutti, indicano le difficoltà lungo l’itinerario e le calorie consumate. Rappresentano la novità delle montagne lombarde, soprattutto in Valtellina (nel Parco Nazionale dello Stelvio), Val Camonica e zone prealpine, caratterizzati da sentieri ben segnalati. Al termine è prevista una valutazione fisica, immaginando un confronto tra un itinerario della medesima lunghezza in pianura e uno in montagna. Angelo Panzeri

sabato, giugno 18, 2005

Imbersago: 1° gara sul fiume di canoe in cartone

Imbersago: 1° gara sulfiume di canoe in cartone


I partecipanti alla gara
Domenica 12 giugno 2005 presso il Traghetto di Imbersago -Lecco- Lega Ambiente in collaborazione con la Pro Loco di Imbersago, la Protezione Civile di Imbersago e con il patrocinio del Comune di Imbersago hanno realizzato la 1° SOAP KAYAK RACE una divertentissima gara di canoe realizzate interamente in cartone la piu` stravagante gara goliardica mai realizzata sul fiume Adda.Dodici sono stati gli equipaggi che hanno preso parte alla manifestazione e di questi solo cinque sono riusciti a compiere tutto il tragitto prima di affondare con la loro imbarcazione nelle acque del fiume Adda. Nonostante questo tutte le imbarcazioni hanno galleggiato mediamente per quasi 4 minuti.


A sinistra affonda una canoa e a destra la squadra vincitrice
Alla fine i vincitori della Soap Kayak Race sono stati Antonio Panzeri e Marco Brembilla di Cernusco Lombardone sull`imbarcazione " I van a negà" con il tempo record di 5 min 12 sec. L`equipaggio di "Mi fai Kayak" di Bergamo composto da Remo Capitano e Andrea Pisoni è stato premiato per l`imbarcazione più originale. Mentre le vincitrici della classifica equipaggio di sole donne sono state "Le Vikinghe" con Manuela Massi e Ferracin Silvia di Paderno D`Adda. Inoltre l`equipaggio "Adda Jet" con Andrea Seppia e Andrea De Grossi di Bernareggio hanno avuto il premio per il tempo record di affondamento, infatti la loro imbarcazione è affondata dopo solo 10 sec," E` stata veramente una giornata entusiasmante sia i concorrenti che il pubblico alla fine della manifestazione sono venuti a congratularsi per essersi divertiti moltissimo. Ad essere sinceri non mi aspettavo un successo grande abbiamo dovuto persino escludere più di dieci equipaggi perchè non avevamo abbastanza materiale per far partecipare tutti. E molti si sono già prenotati per le prossime gare che faremo.", racconta Riccardo Mandelli ideatore della SOAP KAYAK RACE, "Un ringraziamento speciale va soprattutto allo Scatolificio Ambrosiano di Carnate, Mandelli Abbigliamento di Merate e Maxi Sport Merate che hanno reso possibile organizzare questa manifestazione completamente gratuita".Per tutti coloro che vorranno iscriversi alle prossime gare della soap kayak race potranno farlo visitando il sito www.soapkayakrace.3000.it dove sara` possibile ammirare anche tutte le imbarcazioni che hanno preso parte alla gara di Imbersago.
Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.itIl primo giornale digitaledella provincia di Lecco
Scritto il 13/6/2005 alle 18:11

Prove di esondazione

LA PROVINCIA DI CREMONA 18 06 05
Domani dalle 7.30 tra Crotta e Spinadesco

Prove di esondazione

Impegnati 6 gruppi Protezione civile: 52 uomini in azione sull’Adda
CROTTA — Saranno oltre 50 i volontari di vari gruppi di protezione civile impegnati domani in paese per l’esercitazione generale coordinata dalla Prefettura di Cremona con simulazioni di rischio idrogeologico. Le esercitazioni si svolgeranno tra il paese e le sponde dell’Adda tra Crotta e Spinadesco. L’esercitazione generale coinvolge sei gruppi di protezione civile: Il Quadrifoglio di Crotta, Il Nibbio di Spinadesco e i gruppi di Cremona Artiglieri, Atlante, Croce Rossa e Protezione civile provinciale. Ai 52 operatori, si aggiungeranno anche diversi mezzi (camion, ambulanze, gommoni e anche un elicottero), oltre a due figuranti. L’allarme dalla prefettura scatterà domani alle 7.30, con l’allerta dei volontari e il ritrovo al campo base. Il programma prevede dalle 8 alle 9.30 l’allestimento del campo base; a seguire interventi di soccorso persone sul fiume. Alle 12 il pranzo al campo, quindi le esercitazioni di messa in sicurezza dell’argine maestro e di nuovo il recupero di persone in pericolo. Stesso programma anche a Gombito, dove in campo ci saranno quasi una trentina di volontari del Gruppo di protezione civile Anai di San Bassano e del nuovo gruppo comunale di Gombito. Il campo base sarà allestito a Gombito; quello avanzato a Casaletto Ceredano.

Fiume Adda a -1 metro e 43, è allarme siccità

LA PROVINCIA DI CREMONA 18 06 05


Fiume Adda a -1 metro e 43, è allarme siccità


PIZZIGHETTONE — E’ ancora allarme siccità per l’Adda. In base ai dati diffusi dall’Aipo di Cremona il livello dell’Adda si è attestato ieri a un metro e 43 centimetri al di sotto dello zero idrometrico. Un livello che ancora batte l’ultimo record storico di siccità (–1 metro 39 centimetri nel 1973) ma con una decina di centimetri in più rispetto al minimo stagionale di 1 metro 53 centimetri al di sotto dello zero idrometrico registrato giovedì 9 giugno. I disagi per l’agricoltura e la stagione irrigua non mancano; i danni alle colture si prospettano ingenti se la situazione di siccità dovesse ancora durare a lungo. La ‘secca’ dell’Adda si fa sentire anche sulle iniziative organizzate in paese. Domenica la Regata Ecologica Lodi-Pizzighettone (41 chilometri) si terrà comunque; nella stessa giornata ha invece dovuto subire qualche cambiamento la tradizionale gara di pesca della cooperativa pizzighettonese ‘Il Libro’. I bacini Sicrem sono a secco. Gli organizzatori sono così stati costretti a dirottare la gara presso il laghetto lodigiano di Corno Giovine. Il programma della giornata prevede alle 8.30 il ritrovo all’oratorio San Luigi; alle 9 la messa e quindi il trasferimento nel vicino centro del lodigiano con alle 10 l’inizio della gara. La conclusione sarà sempre all’oratorio pizzighettonese San Luigi con alle 12 il pranco e alle 14 le premiazioni e l’intrattenimento musicale del Corpo bandistico pizzighettonese diretto dal maestro Alberto Spelta.

ll’esame della regione un pacchetto di dieci provvedimenti, ieri chiesto lo stato di crisi e lo svuotamento dei serbatoi

IL CITTADINO 18 06 05

ll’esame della regione un pacchetto di dieci provvedimenti, ieri chiesto lo stato di crisi e lo svuotamento dei serbatoi

Muzza, l’acqua dimezzata da martedì

Lo propone il Consorzio per contrastare la minaccia della siccità

n Dimezzare la portata della Muzza: questa la proposta che verrà esaminata lunedì mattina nella riunione tecnica del Consorzio dell’Adda. Una scelta dettata dal fatto che non è migliorata la situazione sul lago di Como. Ieri alle ore 8 l’afflusso di acqua a monte del lago era di 133,8 metri cubi al secondo, mentre la portata erogata a valle di 174. Alle ore la 14 però la situazione era già peggiorata: l’afflusso a monte ha raggiunto i 53,6 metri cubi al secondo, mentre la portata erogata a valle è rimasta stabile. Dal lago dunque continua ad uscire più acqua di quella che entra, pertanto il suo livello tende ad abbassarsi. E le conseguenze si fanno sentire, a cascata, sull’Adda e sulla Muzza. La proposta del Consorzio Muzza cerca di porre un freno in questa direzione. L’idea è infatti quella di far passare la portata del canale irriguo da 110 a 55 metri cubi al secondo, chiedendo sacrifici generalizzati a tutto il territorio lodigiano. Dalla Muzza infatti derivano 36 rogge, in cui la portata verrà a loro volta dimezzata, e da queste si staccano altri canali minori, per un totale di circa 400 derivazioni che subiranno diminuzioni dell’afflusso di acqua.Intanto ieri si sono svolti due tavoli tecnici di confronto, a livello regionale e provinciale. In mattinata, alla direzione generale agricoltura del Pirellone, il primo incontro. Presenti il direttore generale del settore Paolo Baccolo, i rappresentanti dei consorzi irrigui e quelli delle categorie produttive, Coldiretti e Federlombarda. «Lo scenario che è stato illustrato è pessimo - spiega Ettore Fanfani, direttore del Consorzio Muzza -, per i laghi di Iseo, Idro, Garda e Como la situazione attuale è paragonabile a quella del 2003. Va meglio invece per il lago Maggiore e per il fiume Po, che si sono alzati negli ultimi due giorni. I problemi verranno comunque affrontati nella giunta regionale di mercoledì». All’attenzione dell’assessore regionale all’agricoltura Viviana Beccalossi e del collega alle risorse idriche Maurizio Bernardo è stato sottoposto un pacchetto di 10 proposte operative immediate, presentate dagli agricoltori e dai consorzi irrigui. Tra le più stringenti la richiesta dello stato di emergenza, lo svaso dei serbatoi dei bacini idroelettrici, un contributo straordinario per i consorzi di bonifica per i maggiori oneri e un sostegno speciale alle aziende agricole maggiormente colpite dalla crisi idrica. Dal punto di vista tecnico è arrivata la richiesta di scendere, in deroga, al di sotto dei livelli stabiliti per la regolazione dei grandi laghi subalpini. Questo permetterebbe di far arrivare un afflusso di acqua maggiore ai fiumi e quindi ai canali di derivazione che servono la pianura. Il secondo incontro di ieri si è volto nel pomeriggio a Lodi. Presenti il Consorzio Muzza e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali degli agricoltori. «In questa sede è stato illustrato lo scenario provinciale - aggiunge Fanfani - ed è stata precisata la proposta che verrà presentata al Consorzio Adda per la riduzione della portata della Muzza». Preoccupazione viene segnalata dalla Coldiretti:«Nei bacini montani sono immagazzinate non più del 50 per cento delle risorse idriche normali per il periodo. Le scorte nei laghi di Como e di Iseo sono particolarmente esigue e potrebbero esaurirsi entro la fine di giugno. Il lago di Como è 12 centimetri sopra lo zero idrometrico». Dalla prossima settimana, a partire da martedì, potrebbero verificarsi precipitazioni sui rilievi. Per ora gli addetti ai lavori hanno lanciato l’allarme per l’irrigazione dei campi. Fra poco si potrebbero già contare i primi danni ai raccolti.Lorenzo Rinaldi

Andare per funghi o coltivare un orto: tutto è più facile con il Parco Adda sud

IL CITTADINO 18 06 05

Andare per funghi o coltivare un orto: tutto è più facile con il Parco Adda sud


n Sono più 300, ogni anno, le persone che si rivolgono al pronto soccorso degli ospedali lodigiani segnalando un’intossicazione da funghi mentre ogni estate si registrano incidenti più o meno gravi in seguito ad errori commessi durante la potatura di piante di parchi e giardini. Ora in cattedra, per cercare di evitare incidenti di questo genere, sale il Parco Adda sud. Nella due giorni organizzata in concomitanza con l’apertura del Centro Parco a Villa Pompeiana, sabato 25 giugno dalle 15 alle 18 presso la chiesetta sconsacrata di San Michele posta su un’altura a fianco della strada LodiZelo si parlerà anche di questi aspetti. Ci si occuperà, con la proiezione di diapositive e con interventi di esperti di “Andare a funghi, la potatura delle piante, curare un giardino e coltivare un orto”. Ma si potrà apprendere anche in materia di flora e fauna del Parco Adda sud, di nozioni di botanica e verrà spiegato anche come meglio visitare il parco. Non solo: sabato dalle 14.30 alle 20, ma anche domenica dalle 9.30 alle 18, si potrà scegliere di effettuare una visita guidata all’interno del Centro Parco ma anche lungo il percorso didattico nelle sue vicinanze. Si potrà visionare anche l’esposizione dell’erbario realizzato dagli allievi di Herbaria, “Elogio della pazienza” e si potrà apprendere come si può realizzare, in proprio, un erbario. Tutto nell’ambito dell’iniziativa denominata “Il Lodigiano e i suoi tesori”. Con il patrocinio non solo della regione Lombardia, ma anche della provincia di Lodi.

Panni speciali per assorbire il petrolio: «Ma la bonifica è soltanto all’inizio»

IL CITTADINO 18 06 05

Panni speciali per assorbire il petrolio: «Ma la bonifica è soltanto all’inizio»


Camairago Sono durate fino a ieri sera le operazioni di messa in sicurezza del territorio interessato dallo sversamento di combustibile. La provincia di Lodi si è avvalsa della collaborazione di due aziende del settore che oltre a ricoprire la roggia Molina di panni assorbenti ha cosparso il parcheggio dell’officina e la strada provinciale di uno speciale materiale granuloso oleoassorbente. «Questo è solo l’inizio - osserva il comandante della polizia provinciale Ugoni -; poi, si dovrà mettere a punto un piano di bonifica particolarmente accurato, che tra l’altro dovrà prevedere l’aspirazione dell’olio nei tombini e nelle condutture sotterranee e l’asportazione del terreno contaminato sia sui bordi che sul fondo della roggia». Un intervento a più mani, che vedrà impegnati il comune, la provincia e l’Arpa e ovviamente le assicurazioni della raffineria Tamoil e della società dell’autotrasportatore per quanto riguarda il pagamento delle spese. Ma la prima paura, per tutti, è stato il possibile coinvolgimento dell’Adda e della Lanca della Rotta, inserita nel Parco Adda Sud, nel disastro ecologico. «Possiamo dire che solo una piccola quantità di olio è arrivata fino al fiume - sottolinea ancora il comandante della polizia provinciale Angelo Ugoni -; ma, lo ripeto, si è evitato il peggio grazie al tempestivo intervento di tutti gli enti interessati». Prima di abbandonare Camairago, la polizia provinciale di Lodi ha fatto posare in acqua nuovi sbarramenti, per captare la maggior quantità di olio combustibile. A rendere difficile le prime operazioni di bonifica, anche l’andamento irregolare della roggia che prima di sbucare in campagna, dopo un lungo tratto tombinato, compie una serie di salti, almeno tre: questo ha diluito notevolmente il materiale inquinante, visibile sulla superficie dell’acqua sotto forma di chiazze oleose. E già con l’inizio della settimana prossima, al termine della prima bonifica, gli agricoltori proprietari dei campi attorno alla roggia Molina potranno ritornare a utilizzare l’acqua per l’irrigazione delle coltivazioni.Cris. Bran.

BALLETTO «Adda danza», l’amore in tre tappe alla Centrale Taccani di Trezzo

corriere della sera 18 06 05

BALLETTO «Adda danza», l’amore in tre tappe alla Centrale Taccani di Trezzo

Al Festival «Adda danza» va in scena l’amore in tre tappe, da stasera a domenica alla centrale idroelettrica Taccani. Il coreografo Giorgio Rossi interpreta oggi alle 21.30 «Alma». L’ispirazione è una poesia di Pablo Neruda che tocca le corde sensibili dell’amore, della solitudine e dello smarrimento della morte. Il secondo assolo della serata, «Danza per due allegorie», è invece opera dell’emergente Francesca Zaccaria. L’appuntamento successivo è domenica con la Corte Sconta che ripropone il suo «Maggio», della coreografa Laura Balis. (v. cr.) ADDA DANZA, oggi e domenica alle 21.30, centrale Taccani di Trezzo d’Adda, ingresso 5 euro (oggi) e 12 (domenica), informazioni al telefono 02.70.06.00.31

Imbersago: il 25 e il 26 inaugurazione

Imbersago: il 25 e il 26 inaugurazionedel percorso lungo l’Adda


Giancarlo Valsecchi, Assessore al turismo Provincia di Lecco, Piergiorgio Locatelli, presidente del Parco Adda Nord, Bruno Dozio, direttore di Vera Brianza, Ottavio Scaccabarozzi, presidente della Pro Loco di Imbersago e Giulio Reali, vicesindaco di Imbersago illustreranno sabato 25 giugno alle ore 10, presso la sala civica del comune di Imbersago, il sentiero del nuovo percorso creato lungo il fiume Adda per creare un sentiero alternativo a quello proprio parallelo al letto del fiume. Condiviso con altre 7 associazioni rappresentanti sei comuni (Brivio, Calco, Merate, Imbersago, Robbiate e Paderno D’Adda), questo tracciato ciclo-pedonale permetterà di costituire un anello di circa 26 chilometri sul tratto del fiume compreso tra Brivio e Paderno: un progetto che vuole dare una valvola di sfogo all’intasamento registrato, soprattutto nel fine settimana, lungo l’attuale unico sentiero posto lungo il nostro fiume. Non solo, la creazione di questo percorso alternativo si propone anche di far scoprire altri scenari suggestivi posti in prossimità del fiume, come ad esempio la riserva del lago di Sartirana e di suscitare interesse circa le variegate specie animali e vegetali presenti in tutta la zona del Parco dell’Adda. L’obiettivo, dichiarato e auspicato, è trasformare il territorio in una risorsa per il turismo valorizzando le ricchezze e le unicità presenti. La domenica successiva gli amanti dell’Adda sono chiamati a scoprire, in compagnia delle Guardie del Parco Adda Nord e delle guide turistiche “Brig”, dislocate lungo vari punti del tracciato, il nuovo percorso, suddiviso in diversi sottopercorsi. Ad esempio, ci si potrà trovare davanti al Castello di Brivio, visitarlo e poi camminare fino alla Chiesa romanica di Arlate per poi ritornare lungo l’alzaia visitando anche la Filanda. Oppure partire da Sartirana e partendo dalla Foce visitarne il lago. A Imbersago invece l’appuntamento è previsto in piazza Garibaldi, da dove si inizierà il tour del paese per poi approdare all’Imbarcadero. Qui si potranno scoprire i segreti del traghetto, attualmente fuori dall’acqua e depositato sul piazzale per lavori di riparazione. Il Monte Robbio rappresenta invece la meta dei robbiatesi, mentre il ponte S.Michele, la visita alle conche, l’Ecomuseo leonardesco e il percorso naturalistico nel bosco aspettano tutti a Paderno d’Adda. Al termine delle visite si potrà trovare accoglienza e simpatia e un pranzo a prezzo concordato presso i seguenti ristoranti convenzionati. (Imbersago: “Lido”, “Cacciatori”;Robbiate: “Toscano”, “Trattoria all’Angolo”; Costo del pranzo € 20; Imbersago: "Barbagianni" offre uno sconto del 10% sul prezzo normale). Il percorso che parte da Brivio e raggiunge la “Rocchetta” di Paderno attraverso i comuni di Calco (villa Grugana), Merate (lago di Sartirana), Imbersago (Selva e Monsereno), Robbiate (Monte Robbio e Diga), Paderno d’Adda (Ponte di Paderno ed Ecomuseo di Leonardo) è stato sistemato e segnalato con cartelli modello CAI, come da regolamento Regionale, dalle associazioni: Pro Loco Brivio- Imbersago-Merate-Robbiate; CAI Calco e Merate; gli alpini di Paderno D’Adda e la Protezione civile di Imbersago.

sabato, giugno 11, 2005

incontro sui nuovi combustibili all`Italcementi

Paderno: incontro sui nuovi combustibili all`Italcementi

INCONTRO PUBBLICO
"IMPIANTO ITALCEMENTI DI CALUSCOPROGETTO DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI CDR, ECOFLUID E RASF"
All’interno del percorso che ha visto 15 pubbliche amministrazioni promuovere un tavolo tecnico per valutare il progetto di coincenerimento di Italcementi e per stabilire delle osservazioni comuni allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Ditta è prevista una fase di comunicazione ed informazione alle popolazioni dei territori limitrofi allo stabilimento.Prima del periodo estivo le 15 amministrazioni organizzano un primo momento per spiegare gli antefatti e fare il punto della situazione sul lavoro sino ad ora svolto.

Invitiamo tutta le popolazione a prendere parte.

Martedì, 21 GIUGNO 2005

COMUNE DI CALUSCO D’ADDA

Municipio, sala consiliarePresentazione delle sostanze e valutazioni del progetto

21.00 Saluti a cura del Sindaco di Calusco

21.15 CDR, RASF, Ecofluid: cosa si cela dietro queste sigle a cura di un Esponente del tavolo tecnico

21.30 Il tavolo tecnico: obiettivi e contesto del suo lavoro a cura del Coordinatore del programma

21.45 Le osservazioni al SIA di Italcementi e le risposte avutea cura dell’Esponente del Comune di Calusco nel tavolo tecnico

22.15 La presenza dell’impianto nella crescita territoriale a cura dell’Esponente di Legambiente nel tavolo tecnico

23.00 Dibattito

Coordina Istituto Ricerca Ecopolis
Corriere della sera 12 06 05

In bici lungo l’Adda, museo della memoria Da Trezzo al lago di Lecco: storia, avventura e una torre Eiffel che scavalca il fiume
Ha davvero una gran voce questo Adda, che al Renzo manzoniano in fuga da Milano inviava una promessa di libertà. E’ un corposo fruscio, uno spumeggiante basso continuo, che si leva rimbombando dal suo corso incassato fra alte sponde verdeggianti. Qui fra Trezzo e il lago di Lecco, nell’area del Parco dell’Adda Nord, il fiume più caro ai lombardi si presenta come uno straordinario museo storico, naturalistico e antropologico. Sulla riva destra orografica una strada percorribile a piedi o in bicicletta segue il fiume, immersa nel canyon vegetale che crea uno stacco dal soprastante mondo di fabbrichette e villette e centri commerciali e code perenni sull’A4. E’ una prospettiva dal basso, integralmente fluviale, da cui guardare il famoso bel cielo così bello quando è bello e le mirabili costruzioni che vi si stagliano. Con le sue acque, che qui sembrano ignare di scarichi, scorie e detriti, l’Adda scorre misterioso e a tratti incassato e invita a qualche avventura picaresca che richiama i romanzi del Mississippi americano. Si pedala nel profumo della vegetazione, del fango scaldato, dell’aria fresca e umida che si leva dalla corrente e si è costretti a dirsi che ci sono più luoghi belli tra Milano e Bergamo di quanto sono disposte a pensare le teste degli uomini. Perfino l’industria lombarda è riuscita a costruire dei capolavori in questo tratto del fiume, a cominciare dal ponte in ferro di Paderno d'Adda, ritenuto uno dei simboli dell'archeologia industriale in Italia. Si passa sotto la sua mastodontica arcata, una specie di miracolosa torre Eiffel gettata sopra il fiume, e non si può non restare ammirati da questo ingegnoso manufatto che sarebbe piaciuto a Jules Verne. Costruito in soli 22 mesi tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell'ingegnere svizzero Rothlisberger, il ponte è figlio della civiltà del ferro e della ghisa e collega le due rive, separate, prima ancora che dal confine storico tra il ducato di Milano e la Serenissima, da due altissime sponde di ceppo. Agli stessi anni ci riporta il villaggio operaio di Crespi d’Adda, un caso singolarissimo di utopismo e filantropia industriale. Si tratta infatti di un centro sorto dal nulla, sul modello delle company towns inglesi, per accogliere operai, impiegati e dirigenti del cotonificio di Cristoforo Benigno Crespi. C’è di tutto, dai grandi edifici plurifamiliari per gli operai alla villa dei Crespi, che è una specie di castello merlato, eretto di fronte all’altro edificio-simbolo, la chiesa. L’Adda è il fiume dei linifici, dei cotonifici, dei canapifici, delle filande, delle centrali, che ancora recano l’impronta di una borghesia illuminata, più vicina all’ottimismo asburgico che alla satira deformante di Gadda. Che nel 1995 l’Unesco abbia inserito il villaggio nella lista dei suoi siti dimostra quanto i nostri imprenditori guardassero lontano Più a Nord l’Adda si insinua nelle forre che furono ben presenti a Leonardo quando dipinse la Vergine delle Rocce. Proseguendo verso Brivio le sponde si abbassano, il paesaggio diventa più aperto. L’Adda rallenta il suo corso in alcuni meandri, dando vita a una zona paludosa denominata Isola della Torre e Isolone del Serraglio. E’ un’oasi umida risparmiata dal cemento, una riserva naturalistica dietro cui si levano le muraglie calcaree delle Grigne e del Resegone. L’ultima scoperta di quest’altra Lombardia fuori porta, che continua ad andare piano, come le acque del suo fiume più famoso.

venerdì, giugno 10, 2005

Acqua, è emergenza: per l'agricoltura

Acqua, è emergenza: per l'agricoltura
si profila lo stato di calamità naturale

Nella Bergamasca torna l’emergenza idrica e per l’agricoltura si prennuncia lo stato di calamità naturale.

Tanto che il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca è già dovuto correre ai ripari, rivedendo i turni di irrigazione: attualmente gli agricoltori ricevono acqua almeno una volta alla settimana, ma se nell’arco di 10 giorni la situazione non cambierà sensibilmente i campi riceveranno acqua solo ogni 15 giorni.

Siamo a livelli peggiori del 2003 - come spiega Marcello Moro, presidente del Consorzio - che era stata una delle annate peggiori per i nostri corsi d'acqua: quest'anno alla forte crisi dei fiumi si aggiunge il fatto che i bacini montani dispongono del 50% delle risorse normali. Insomma, se non pioverà, la situazione si farà critica.

Nella roggia Morlana l’acqua è un decimo del livello normale, per il Serio (nella fotografia) le portate medie diurne sono pari a 7,5 metri cubi al secondo contro una media di periodo di 15, altri corsi sono desolatamente asciutti. Il Brembo dai 20 metri cubi abituali è sceso a 8, il Cherio può offrire solo un metro cubo d’acqua al secondo; e preoccupa anche la condizione dell’Adda che potrà fornire il 70% di quanto abitualmente viene prelevato.

Considerato che ci sono da irrigare 22 mila ettari di terreno (5.000 aziende agricole) e che le colture che sono in una fase critica, il quadro è chiaro.

E così il Consorzio è al lavoro per presentare alla Provincia e alla Regione la richiesta di riconoscimento di calamità naturale. I danni saranno quantificati a fine stagione, ma è facile presumere che saranno ingenti.

(09/06/2005)

martedì, giugno 07, 2005

I naviganti hanno dovuto affrontare alcune difficoltà, come quella delle secche impreviste

IL CITTADINO 06 06 05


I naviganti hanno dovuto affrontare alcune difficoltà, come quella delle secche impreviste
I lupi di fiume sono tornati alla base
Si è concluso il raid su Mincio e Adda di Nüm del Burgh



n Finalmente terra. Si è concluso nel pomeriggio di ieri il raid sui fiumi lombardi dei 40 arditi dell’associazione Nüm del Burgh. Edizione particolarmente fortunata, dopo i successi degli anni scorsi (Lodi-Venezia e Vigevano-Lodi), grazie soprattutto alla varietà degli ambienti visitati, a partire dal Parco del Mincio, splendido con la sua vegetazione ricchissima di salici e di ninfee e fittamente popolata di aironi. Il Po ha dato le maggiori soddisfazioni in termini di navigabilità, tanto che nel tappone da 105 chilometri del secondo giorno, Cremona è stata raggiunta addirittura in anticipo. Più ostico, invece, l’avvicinamento a casa: sabato mattina la flotta composta da 11 natanti si è dovuta scontrare con le avversità dell’Adda: prima lo sbarramento di Castenuovo Bocca d’Adda, con le barche portate a braccia oltre la cascata, poi il grosso sforzo all’altezza di Pizzighettone, al secondo sbarramento, dove le lance sono state estratte dall’acqua grazie ad un grosso braccio meccanico. Ma sono state soprattutto le secche del fiume manzioniano a dare filo da torcere: rispetto al Po, L’Adda è privo di segnalazioni che indichino l’acqua bassa ed in alcuni punti nemmeno i cartelli sarebbero d’aiuto. Si deve scendere e camminare contro corrente, trainando la barca, così come è successo in diversi tratti durante la risalita verso Lodi. Caldo e motori in panne hanno fatto il resto, portando gli uomini e le donne del Borgo piuttosto provati all’ultimo campo notturno, presso Gombito. Ieri l’arrivo nel capoluogo, dopo un’altra giornata piuttosto faticosa: difficoltà che non hanno reso meno piacevole la quattro giorni sui fiumi, dal momento che i quaranta dell’impresa, oltre che turisti, sono appassionati di navigazione, con tutto ciò che comporta. «Semmai sarà il caso di provvedere a fare qualcosa per l’Adda - commentava il leader Gino Cassinelli, al vertice di un’organizzazione irreprensibile sotto qualsiasi punto di vista - perché basterebbe tenere i fondali un po’ più in ordine per evitarsi guai e lungaggini». Difficile dargli torto e per sottolineare la necessità di un impegno verso l’Adda, al gruppo si è aggregato per il sabato e la domenica l’assessore alla cultura della città di Lodi, Andrea Ferrari, che ha potuto constatare con mano virtù e vizi del fiume. Resta comunque, quella dei raid di Nüm del Burgh, un’esperienza di altissimo livello, verrebbe da dire “da provare”. Oltre ai paesaggi e al piacere della navigazione, c’è una solida base di umanità di un gruppo che, pur disomogeneo per età ed esperienza di vita, brilla per goliardia, solidarietà e tanta voglia di stare insieme. Dunque arrivederci al prossimo raid, naturalmente sempre su qualche corso d’acqua.Paolo Migliorini