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sabato, aprile 16, 2005

Malgrado l'immissione una discreta quantità d'acqua, non ancora scongiurato il rischio di crisi idrica nei prossimi mesi Ma nonostante la pioggia la p

LA PROVINCIA DI LECCO 17 04 05

Malgrado l'immissione una discreta quantità d'acqua, non ancora scongiurato il rischio di crisi idrica nei prossimi mesi Ma nonostante la pioggia la prossima estate è a rischio siccità

(a. mor.) Una perturbazione insistente che ha scaricato quasi 3 centimetri di acqua sulla nostra città nell'arco di poche ore. Del resto, gli esperti meteo l'avevano abbondantemente prevista. Anzi, la Protezione civile della Regione Lombardia aveva messo in stato di preallarme tutte le prefetture a partire dalla mezzanotte di venerdì. Così è stato, anche se il fenomeno si è esaurito abbastanza in fretta già nella seconda parte del pomeriggio di ieri. La pioggia a catinelle di questi giorni ha contribuito ad innalzare il livello delle acque del nostro lago. Ieri mattina la colonnina di Malgrate segnava -2,5 centimetri con l'afflusso di acqua del lago attestato a 90 metri cubi al secondo. Eppure, solamente qualche settimane fa, le acque stazionavano vicino ai -30 centimetri sotto lo "zero" idrometrico tanto da innescare una serie di indiscrezioni circa una possibile estate di siccità. Preoccupazioni confermate dalla recente riunione convocata, la scorsa settimana a Parma, dall'Autorità di bacino del Po - l'ente che soprassiede alla gestione dell'acqua del più grande fiume italiano e dei suoi emissari. All'incontro ha partecipato anche l'ingegner Luigi Bertoli, presidente del Consorzio dell'Adda. «La preoccupazione degli enti preposti rimane - confessa il numero uno dell'ente incaricato di regolare le acque a monte e a valle del nostro lago. Soprattutto perché ci sono le condizioni affinchè ci si possa preoccupare». Gli ingredienti, dicono gli esperti, ci sono tutti: pioggia che fino a poco tempo fa è stata scarsa e, soprattutto, scorte di neve che vanno ad assottigliarsi sempre più. L'esempio classico, neppure troppo lontano, è quello dell'estate 2003. Lo scenario a cui si potrebbe andare incontro è del tutto simile a quello che si visse, due anni or sono, anche sulla nostra provincia. Temperature tropicali, la prolungata assenza di precipitazioni e una scarsità di acqua generalizzata che costrinse alcuni Comuni del Lecchese ad essere riforniti dalle cisterne dei vigili del fuoco. «Il lago si sta alzando, è vero - spiega ancora l'ingegner Bertoli - e questo è frutto delle recenti piogge che hanno riportato i livelli vicino allo "zero". Il fatto è che non si può dire cosa succederà nella seconda parte della primavera». Ecco perché nella riunione di Parma gli enti che gravitano attorno al Po hanno deciso di approntare un programma congiunto. «Si stanno studiando dei meccanismi condivisi - ha spiegato Bertoli - affinchè i grandi bacini alpini delle società eletttriche (Eni, Aem e Enel) utilizzino l'acqua per alimentare le proprie turbine proprio quando gli agricoltori a valle ne hanno bisogno».

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sabato, aprile 09, 2005

«Una rotonda ci salverà»

LA PROVINCIA DI LECCO 10 04 05


Cernusco Tutti d'accordo: la viabilità è il problema numero uno e sarà il perno del piano regolatore Il sindaco: «Una rotonda ci salverà» Al posto del semaforo tra sp 342 e sp 54 , ma la minoranza è perplessa: «Spazi ristretti»

L'incrocio fonte di tanti problemi per la viabilità: il sindaco sogna una grande rotonda, ma l'opposizione è perplessa su questa soluzione
CERNUSCO La viabilità sarà la priorità per la redazione del nuovo piano regolatore generale. È il risultato più importante emerso dalla riunione congiunta tra il consiglio comunale e le consulte ecologia ed urbanistica nei giorni scorsi proprio per esaminare gli effetti della nuova legge regionale sulla redazione della variante in corso. Il tecnico incaricato ha spiegato come i dati finora raccolti possano essere utilizzati nei nuovi documenti urbanistici: il piano delle regole che equivale alle vecchie norme tecniche di attuazione ed all'azzonamento, il piano dei servizi che ingloba le aree a standard, e tutti i servizi anche sovracomunali, ed il piano degli indirizzi, ogni cinque anni il consiglio comunale deve indicare quale zona intende sviluppare e con che volumetrie. In disaccordo su molti argomenti, maggioranza ed opposizione hanno concordato sulla viabilità come problema, anzi «il problema» di Cernusco, così come indicato anche nel questionario distribuito ai cittadini un paio di mesi fa. Il sindaco Sergio Bagnato punta molto sulla rotonda al posto del semaforo all'incrocio fra sp 342 e sp 54, in grado di fluidificare il traffico, ma servirebbe una bretella all'Esselunga per renderla pienamente funzionante. È comunque determinato a salvaguardare l'autonomia dei cernuschesi: «Nessuno farà nulla a Cernusco senza il nostro accordo», anche se la viabilità è sovracomunale e provinciale. La minoranza guidata da Dario Francescatti invece ha molte perplessità sulla rotonda: «Gli spazi sono ristretti, inoltre è un incrocio a cinque bracci, con poco spazio tra una strada e l'altra, una mole di traffico non indifferente e non lascia molto spazio ai pedoni. Serve un progetto di fattibilità fatto con tutti i crismi, inoltre vorremmo che si iniziasse a parlare dell'interramento. Se tutti i comuni della zona spingessero per questa soluzione, qualcosa magari si muoverebbe a livello provinciale e regionale, ma se non si inizia non si finisce neppure». Il rimedio pensato dalla Provincia, che vuole eliminare tutti i semafori da Lecco a Lomagna, è una rotonda dalle dimensioni enormi – 45 metri di diametro esterno, ed almeno venticinque per quello interno – capace, dalle simulazioni, di accorciare le code che ora paralizzano mattina e sera la circolazione. La bretella partirebbe da via Cavalieri di Vittorio Veneto in territorio di Cernusco e si collegherebbe a via Laghetto a Merate, passando per un'area dell'Ecosystem, dove anni fa c'erano delle vecchie vasche di decantazione. Il traffico proveniente da Lecco e diretto a Bergamo verrebbe indirizzato alla rotonda dell'Esselunga e percorrerebbe la bretella. Chi da Bergamo si dirige a Milano verrebbe indirizzato alla bretella, così come chi da Milano vuole girare verso Bergamo. La Provincia ha già stanziato 900mila euro per la rotonda ed è previsto anche un sottopassaggio.

Lorenzo Perego

Di nuovo alla carica il fronte «anti ponte»

LA PROVINCIA DI LECCO 10 04 05
Olginate Alla vigilia dell'apertura del cantiere prevista per martedì, si rifà vivo il gruppo che si oppone al progetto Di nuovo alla carica il fronte «anti ponte» «Si inserisce in un contesto ambientale fragilissimo provato da decenni di industrializzazione»
OLGINATE Un altro no alla costruzione del nuovo ponte sull'Adda. A una manciata di giorni dalla definitiva apertura del cantiere che porterà alla realizzazione del nuovo viadotto tra Calolzio ed Olginate tornano a farsi sentire i membri del sodalizio che, già da qualche mese, ha iniziato a far sentire la propria voce contro quest'opera, che ritengono oltremodo dannosa per l'ecosistema locale, oltre che «calata dall'alto». All'atto della presentazione ufficiale del progetto, avvenuta lo scorso dicembre nella sala civica del Comune, il gruppo «Individualità contro il ponte» era sceso in campo apertamente, distribuendo volantini nei quali riepilogava quali problemi avrebbe procurato questa opera, ricordando che – a parere dei componenti di questa entità – esistono interventi più urgenti e necessari. Ora, quando all'inizio dei lavori mancano davvero poche ore (l'apertura del cantiere è fissata per martedì tecnici e operai della «Vitali spa» di Cisano Bergamasco inizieranno a lavorarci concretamente) tornano a criticare aspramente il progetto, con la distribuzione, in diversi paesi della Provincia, di un nuovo volantino. «Apprendiamo dalla stampa locale e giammai dalle amministrazioni – vi si legge - che con i nostri soldi e senza consultare i cittadini, verrà realizzata un'opera del valore di sei milioni di euro costituita non solo dal ponte ma anche da due innesti stradali corredati di quattro rotonde per un'estensione totale di ben 1814 metri». Quindi, entrano nel dettaglio dei problemi che, secondo loro, quest'opera causerebbe. «Il ponte andrebbe ad inserirsi in un contesto ecoambientale fragilissimo già fin troppo provato da decenni di industrializzazione delle sponde. Esso sorgerebbe infatti su quel tratto di Adda compreso tra il lago di Olginate e la palude che interessa i Comuni di Calolzio, Cisano, Airuno e Brivio. Entrambe le zone per le loro caratteristiche morfologiche e naturali rappresentano siti di enorme importanza avifaunistica preservando al loro interno peculiarità per tutto il territorio. Il lago di Olginate – proseguono i membri del sodalizio “antiponte” - costituisce un importante bacino idrico ridotto per dimensione, ma che conserva sparuti tratti di sponde caratterizzate da un buon grado di naturalità». Nei mesi scorsi, a sottolineare la loro contrarietà nei confronti di questo intervento, avevano provveduto anche ad esporre striscioni con un messaggio chiaro («No al ponte») tornato anche in questi giorni a far discutere i cittadini. Gli enti locali che stanno portando avanti questo progetto, comunque, non sembrano affatto intenzionati a tornare sui loro passi.

Con le prime piogge primaverili al via l`Operazione Rospi 2005

MERATEONLINE 090405
Con le prime piogge primaverili al via l`Operazione Rospi 2005
Anche quest’anno in provincia di Lecco sarà organizzata la consueta campagna di monitoraggio della migrazione nuziale di anfibi, in particolare di Rospo comune (Bufo bufo), nelle località che sono state storicamente mappate e che fanno parte del Progetto Rospi Lombardia; in particolare si opererà nei comuni di Castello Brianza, Bosisio Parini, Merate-Lago di Sartirana, Onno e Mandello del Lario, località Melgone. Il coordinamento delle operazioni e la raccolta dati saranno curati da vari referenti locali di associazioni ambientaliste e corpi di vigilanza ecologica volontaria. Sul nostro territorio provinciale l’operazione di salvataggio, che si svolge dal 1995, ha sino ad oggi coinvolto oltre un centinaio di persone tra cui le GEV delle Comunità Montane e dei Parchi regionali interessati, le associazioni ambientaliste della provincia di Lecco, gruppi di studenti e semplici cittadini. Per dare un’idea dell’impegno adoperato dai partecipanti alle operazioni ricordiamo ad esempio l’attività svolta nelle due località di Melgone, in comune di Mandello del Lario, e di Onno, dove più intenso è il passaggio di animali, durante il quale nell’ultima edizione sono stati raccolti e trasportati più di 10.000 esemplari di rospo comune. Nei due tratti, per un fronte totale di 2 km, i volontari della sezione WWF Lario Orientale e di altre associazioni lecchesi si alternano, indicativamente da aprile a maggio, nel monitoraggio della migrazione nuziale di questi misteriosi animali, appartenenti all` ordine degli anfibi, che scendono dalle pendici del Monte Moregallo, per raggiungere le rive lacustri, dove le femmine deporranno le loro uova. Il fenomeno si ripete ad ogni inizio stagione e, se tra il luogo dello svernamento e quello della riproduzione si interpone la strada, la sorte di molti rospi sarebbe segnata, schiacciati dalle auto in transito. Grazie al posizionamento di barriere speciali a monte e a valle della strada e all’impegno dei volontari, gli animali potranno essere raccolti in secchielli e trasportati indenni ai luoghi di riproduzione. Da ormai dieci anni si ripete questa operazione, che ha permesso di salvaguardare e incrementare la popolazione di anfibi che abita i boschi delle pendici del Moregallo. L`iniziativa cerca anche di sensibilizzare le Amministrazioni locali, e in particolare la Provincia di Lecco, perchè si possa finalmente arrivare al posizionamento di barriere semipermanenti per il controllo degli spostamenti dei rospi e alla realizzazione di appositi tunnel sotteranei, che consentano agli anfibi di raggiungere in tutta sicurezza i luoghi di riproduzione; tali interventi dovrebbero poi essere completati con l`adeguamento della segnaletica stradale nei tratti interessati al flusso migratorio; si tratta di interventi di costo molto contenuto che permetterebbero una maggior tutela di un importante tassello nella rete ecologica dei nostri boschi. Assistere a questa migrazione di massa costituisce una meravigliosa esperienza e un modo emozionante per avvicinarsi all’ambiente naturale e alle forme di vita che vi abitano. Tutti coloro che volessero collaborare possono comunicare la loro disponibilità (anche solo per una sera, per provare un`esperienza affascinante) contattando uno dei Responsabili WWF dell’Operazione, al 340/5271819 (Carlo). Strumenti di lavoro: una buona pila, un secchiello e un paio di guanti. Si raccomanda agli automobilisti in transito nelle ore serali nel tratto Melgone-Onno di moderare la velocità e di guidare con prudenza, per la presenza dei volontari in azione ai bordi della strada.

«Troppi considerano le sponde dell’Adda come una discarica»

IL CITTADINO 09 04 05

«Troppi considerano le sponde dell’Adda come una discarica»


n «Troppi lodigiani considerano ancora le sponde dell'Adda come una discarica a cielo aperto dove andare per liberarsi degli oggetti più ingombranti e scomodi. E così tutti gli anni troviamo davvero di tutto. É una cosa che non riesco proprio a spiegarmi». Così Giancarlo Magli, presidente dell'Associazione lodigiana pescatori dilettanti, parla dello stato di salute delle due sponde del fiume Adda comprese fra la cava di Boffalora e il ponte di Lodi, che domenica saranno oggetto delle "Grandi pulizie" indette dall'associazione stessa in occasione della 36esima "Giornata Ecologica". «Tutti gli anni speriamo che la situazione possa migliorare e che le sponde siano più pulite rispetto all'anno precedente - aggiunge Magli -, ma puntualmente riscontriamo uno stato sempre peggiore. Già ieri abbiamo fatto dei sopralluoghi e abbiamo trovato frigoriferi, motorini, biciclette e persino un water. E pensare che la gente farebbe molto prima a caricare la roba sulla macchina e portarla all'Astem invece di venire qui e rischiare di prendersi pure una multa». Il ritrovo per domenica è per le 9 sulle due sponde del fiume, alla località Faro e presso la Cava di Boffalora, in base alla sponda che si vuole contribuire a rendere più pulita. L'iniziativa viene organizzata in collaborazione con provincia e comune di Lodi, Astem, Parco Adda Sud e Banca popolare di Lodi. A tutti i partecipanti verranno forniti un paio di guanti e un sacchetto per raccogliere i rifiuti, mentre al termine della mattinata verrà offerto a tutti un rinfresco.

sabato, aprile 02, 2005

Alghe, arriva lo sradicatore

L'ECO DI BERGAMO 02 04 05


Alghe, arriva lo sradicatore
Una barca speciale per tenere finalmente pulito il lungolago


La pulizia delle alghe sul lungolago di Vercurago nella scorsa estate
L'Amministrazione provinciale di Lecco ha approvatro un piano d'intervento antialghe in grande stile per il lago di Vercurago. La battaglia per sconfiggere le alghe quest'anno vedrà l'introduzione, accanto ai «battelli spazzini», di un nuovo mezzo: «l'eradicatore» (uno sradicatore), natante munito di particolari rulli che, ruotando, sono in grado di eliminare le radici delle piante acquatiche. Strappate completamente le radici dal fondo del lago le alghe non potranno più ricrescere. Che sia dunque l'anno buono per eliminare definitivamente le alghe? L'Amministrazione provinciale di Lecco, il Parco Adda Nord e i Comuni rivieraschi interessati dal problema, tra questi figura anche Vercurago, in Valle San Martino, si sono alleati per tentare di risolvere definitivamente il problema che dura ormai da anni. Alcuni dati ne testimoniano la gravità: l'anno scorso, complessivamente, i battelli spazzini della Provincia di Lecco hanno trasportato un milione e 45 mila chili di alghe e sono stati spesi migliaia di euro per lo smaltimento.«Per risolvere il problema – spiega l'assessore provinciale all'Ambiente Marco Molgora – abbiamo acquistato questo nuovo mezzo. Nel frattempo stiamo compiendo una serie di test e di verifiche per valutare la sua efficacia ma soprattutto per cercare di evitare possibili rischi e ulteriori problemi, visto che tutto ciò che finisce tra i rulli viene distrutto».Il natante ha un costo di circa due milioni di euro. Un altro aspetto positivo è legato al fatto che anche il Parco Adda Nord ha deciso di partecipare all'operazione anti-alghe.Dice il presidente Piergiorgio Locatelli: «Siamo pronti a finanziare questa operazione perché la completa valorizzazione del lago dipende dalla soluzione di questo problema». Anche l'Amministrazione comunale di Vercurago spera che finalmente questo sia l'anno buono per eliminare definitivamente le alghe dal proprio lago.«Ogni anno – spiega l'assessore all'Ambiente Dario Vallara – il Comune spende 10-15 mila euro per ripulire la spiaggia mentre i costi di smaltimento sono a carico della Provincia di Lecco. Inoltre, solo lo scorso anno, nella zona di Vercurago sono state raccolte oltre 500 tonnellate di alghe. Il problema legato alla presenza delle alghe è duplice: non solo abbiamo dei costi ma le piante acquatiche invadono il lago nella bella stagione, provocando l'allontanamento dalla spiaggia dei turisti. Ben venga dunque questo nuovo mezzo».L'Amministrazione provinciale di Lecco ha chiesto inoltre la collaborazione della Regione che ha risposto positivamente. Il Pirellone, infatti, è disposto a sostenere l'iniziativa e, soprattutto, a contribuire finanziariamente al Piano d'intervento antialghe. Tutto è dunque pronto per quella che si preannuncia come una vera e propria battaglia alle alghe. Sulla questione delle alghe intervengono anche gli «Amici del lago», sodalizio vercuraghese, che lanciano la proposta di collocare dei particolari teloni scuri sul fondale del lago in modo che impediscano ai raggi di sole e alla luce di penetrare e, di conseguenza, blocchino la fotosintesi clorofilliana che permette alle alghe di germogliare.Spiega Sergio Sesana, uno dei responsabili del sodalizio: «Si tratta di una soluzione certamente meno onerosa e soprattutto non avrebbe alcuna conseguenza sulla vita del lago. Spero che gli amministratori locali e provinciali nella battaglia alle alghe prendano in considerazione anche la nostra proposta».Mario Ferrari