LA PROVINCIA DI LECCO 17 04 05
Malgrado l'immissione una discreta quantità d'acqua, non ancora scongiurato il rischio di crisi idrica nei prossimi mesi Ma nonostante la pioggia la prossima estate è a rischio siccità
(a. mor.) Una perturbazione insistente che ha scaricato quasi 3 centimetri di acqua sulla nostra città nell'arco di poche ore. Del resto, gli esperti meteo l'avevano abbondantemente prevista. Anzi, la Protezione civile della Regione Lombardia aveva messo in stato di preallarme tutte le prefetture a partire dalla mezzanotte di venerdì. Così è stato, anche se il fenomeno si è esaurito abbastanza in fretta già nella seconda parte del pomeriggio di ieri. La pioggia a catinelle di questi giorni ha contribuito ad innalzare il livello delle acque del nostro lago. Ieri mattina la colonnina di Malgrate segnava -2,5 centimetri con l'afflusso di acqua del lago attestato a 90 metri cubi al secondo. Eppure, solamente qualche settimane fa, le acque stazionavano vicino ai -30 centimetri sotto lo "zero" idrometrico tanto da innescare una serie di indiscrezioni circa una possibile estate di siccità. Preoccupazioni confermate dalla recente riunione convocata, la scorsa settimana a Parma, dall'Autorità di bacino del Po - l'ente che soprassiede alla gestione dell'acqua del più grande fiume italiano e dei suoi emissari. All'incontro ha partecipato anche l'ingegner Luigi Bertoli, presidente del Consorzio dell'Adda. «La preoccupazione degli enti preposti rimane - confessa il numero uno dell'ente incaricato di regolare le acque a monte e a valle del nostro lago. Soprattutto perché ci sono le condizioni affinchè ci si possa preoccupare». Gli ingredienti, dicono gli esperti, ci sono tutti: pioggia che fino a poco tempo fa è stata scarsa e, soprattutto, scorte di neve che vanno ad assottigliarsi sempre più. L'esempio classico, neppure troppo lontano, è quello dell'estate 2003. Lo scenario a cui si potrebbe andare incontro è del tutto simile a quello che si visse, due anni or sono, anche sulla nostra provincia. Temperature tropicali, la prolungata assenza di precipitazioni e una scarsità di acqua generalizzata che costrinse alcuni Comuni del Lecchese ad essere riforniti dalle cisterne dei vigili del fuoco. «Il lago si sta alzando, è vero - spiega ancora l'ingegner Bertoli - e questo è frutto delle recenti piogge che hanno riportato i livelli vicino allo "zero". Il fatto è che non si può dire cosa succederà nella seconda parte della primavera». Ecco perché nella riunione di Parma gli enti che gravitano attorno al Po hanno deciso di approntare un programma congiunto. «Si stanno studiando dei meccanismi condivisi - ha spiegato Bertoli - affinchè i grandi bacini alpini delle società eletttriche (Eni, Aem e Enel) utilizzino l'acqua per alimentare le proprie turbine proprio quando gli agricoltori a valle ne hanno bisogno».